di Francesco Rossi Vicepresidente Confassociazioni International

 

Nell’anno segnato dalla esplo­sione a livello globale della pan­demia di covid-19 ed a vent’anni dall’entrata

in vigore dell’Accor­do di partenariato del 2000, la Ue ed il Messico, con un forte seg­nale di ripartenza, hanno conclusole trattative per il nuovo trattato di libero scambio, che duravano da quattro anni (l’accordo, per quan­to concerne la Ue, dovrà ora es­sere approvato dai competenti or­gani dell’Unione e ratificato dagli Stati membri). In forza del precedente accor­do gli interscambi commerciali tra la Ue ed il Messico hanno go­duto di un tasso di crescita di cir­ca l’8% l’anno e raggiunto nel2019 un valore apri a 70 miliardi di euro. Con il nuovo accordo si rafforzano le relazioni politiche, commerciali e di cooperazione, anche in materia di tutela ambien­tale e lotta alla corruzione, così da creare opportunità di crescita per gli operatori economici, nuovi posti di lavoro e benefici per i consumatori.

L’accordo prevede, in partico­lare, l’eliminazione delle tariffe doganali per circa il 99% dei prodotti (per il 98% sin dalla sua entrata in vigore, mentre per i restanti prodotti l’eliminazione avverrà gradualmente nel tempo o su predefiniti quantitativi massimi annui), di cui godrà principal­mente il settore agroalimentare, i cui prodotti sono attualmente des­tinatari di ingenti tariffe doganali. Settore che godrà anche del ri­conoscimento e la tutela contro le imitazioni di 340 indicazioni ge­ografiche di prodotti europei. Mentre il settore dei prodotti in­dustriali, già esente dalle tariffe doganali, godrà dell’abbattimento delle barriere non tariffarie grazie alla prevista semplificazione delle procedure burocratiche, all’uni­formazione agli standard inter­nazionali ed al riconoscimento delle certificazioni CE, con con­seguente riduzione dei costi con­nessi. Si prevede, inoltre, il poten­ziamento della tutela dei diritti di proprietà intellettuale e degli in­vestimenti (per quest’ultimi medi­ante l’istituzione di una Corte in­ternazionale per gli investimenti);la semplificazione nell’accesso al mercato dei servizi, principal­mente, alle imprese, finanziari, di e-commerce, trasporti e telecomu­nicazioni, nonché al mercato degli appalti pubblici. Il rafforzamento dei rapporti costituisce una grande opportu­nità per l’Italia, che è il secondo partner commerciale del Messico nella Ue, dopo la Germania, ed il13mo fornitore in assoluto, con interscambi commerciali comp­lessivi di circa 5 miliardi di euro ed un consolidato surplus com­merciale, parzialmente mitigato dall’aumento esponenziale degli investimenti italiani in Messico. Circa i 2/3 delle esportazioni dall’Italia consistono in macchi­nari industriali. Mentre sono 350le imprese che hanno stabilimenti produttivi in Messico, principal­mente nei settori automotive ed energetico.

L’accordo lascia, tuttavia, aperte alcune questioni rilevanti, tra le quali il mutuo riconosci­mento delle qualifiche profession­ali, che può incidere profonda­mente, soprattutto, nel mercato dei servizi alle imprese ed alle persone.

 

(Tribuna Economica© Riproduzione riservata)