È stato inaugurato lo scorso 30 giugno, presso il Polo Energetico Integrato di A2A a San Filippo del Mela (ME), il primo impianto STEM - Solare Termodinamico Magaldi - al mondo.  L’innovativo sistema si basa sulla tecnologia di produzione di energia da solare a concentrazione

(CSP – Concentrating Solar Power). L’elemento qualificante dell’impianto è l’impiego della sabbia quale mezzo di accumulo dell’energia termica generata dalla radiazione solare, in grado di garantirne il funzionamento continuo anche in assenza dell’irraggiamento solare

 

STEM è stato brevettato e prodotto dal Gruppo Magaldi, in collaborazione con l’Ing. Gennaro De Michele, l'Istituto di Ricerche sulla Combustione (IRC) del CNR - diretto dall’Ingegnere Riccardo Chirone - e il Dipartimento di Ingegneria Chimica, dei Materiali e della Produzione Industriale dell’Università di Napoli Federico II, con a capo il Professore Piero Salatino.

 

STEM presenta una configurazione modulare, che si fonda sulla combinazione e l’interconnessione di un multiplo di moduli base, ognuno della potenza nominale di 2 MW termici. Questi ultimi possono essere combinati e interconnessi tra loro fino al raggiungimento della portata di vapore richiesta per la generazione di elettricità e di calore nel caso di applicazione cogenerativa fino ad esempio ad un impianto di 10 moduli per una produzione di 21,5 MW termici. La configurazione modulare consente inoltre di incrementare nel tempo il numero dei moduli in funzione dell’eventuale aumento della domanda di carico.

 

Il singolo modulo STEM è in grado di produrre vapore surriscaldato a 520°C ad alta pressione in base alle caratteristiche del ciclo termodinamico dedicato. Lo stesso consente, inoltre, un accumulo termico pari a 6 ore alla potenza nominale o una maggiore durata nel caso in cui sia richiesta una potenza inferiore.

 

 Il funzionamento di ogni singolo modulo STEM prevede la cattura della radiazione solare da parte di un campo costituito da circa 800 eliostati, dotati di specchi sferici. La fonte solare, così raccolta, è convogliata sul riflettore secondario mediante il sistema beam down, da dove viene poi ulteriormente focalizzata nel ricevitore posto in basso. Quest’ultimo, basato sulla tecnologia dei letti fluidi, esplica le funzioni di accumulo termico e generazione di vapore.