Produzione: 1,734 milioni di barili giorno nel semestre +0,5% (-2,2% nel trimestre), che si ridetermina in +2,4% (+1,5% nel trimestre) escludendo l’impatto del fermo in Val d’Agri Confermata la guidance di un livello produttivo stabile rispetto al 2015, nonostante l’impatto del fermo in Val d’Agri

 

Conseguiti 5 avvii rilevanti di produzione, tra cui Goliat nel Mare di Barents, dei 6 previsti a budget. Confermato un contributo da avvii/ramp-up di circa 290 mila boe/g per il 2016, inclusa la produzione derivante da Nooros, in Egitto, avviata in tempi record

Progetti di sviluppo in corso confermati nei tempi e nei costi a sostegno dell’incremento produttivo di oltre il 5% nel 2017 e con un contributo equity di 500 mila boe/g nell’arco di piano

Esplorazione: 550 milioni di boe di nuove risorse prevalentemente near-field. Rivista al rialzo la guidance ad anno intero a 600 milioni di boe di nuove risorse rispetto all’obiettivo iniziale di 400 milioni di boe

Ottimizzazione capex: confermata riduzione del 20% degli investimenti 2016 vs 2015 a cambi omogenei

Nel semestre EBIT adjusted positivi in tutti i settori mid-downstream

Cash flow1: €3,1 miliardi (-51%). Confermato autofinanziamento dei capex allo scenario Brent di

circa 50 $/barile nel 2016

Emissioni di GHG: -9% l’indice di emissione unitaria per barile prodotto in linea con gli obiettivi

- risultato operativo adjusted: €0,77 miliardi nel semestre, -€2,3 miliardi sul 2015 (-75%)

interamente per effetto scenario (-€2,8 miliardi), in parte compensato dalla performance; €0,19

miliardi nel trimestre (-88% sul secondo trimestre 2015)

- risultato netto adjusted: -€0,27 miliardi nel semestre; -€0,29 miliardi nel trimestre

- risultato netto: -€0,83 miliardi nel semestre; -€0,45 miliardi nel trimestre

Risultato netto complessivo: -€1,24 miliardi nel semestre

Indebitamento finanziario netto a €13,81 miliardi; leverage a 0,26

Proposta di acconto dividendo di €0,40 per azione

Claudio Descalzi, Amministratore Delegato, ha commentato:

“Nel primo semestre 2016, in un mercato debole con primi segnali di ripresa, Eni ha conseguito risultati di rilievo. La produzione di idrocarburi supera le attese compensando il fermo delle attività in Val d’Agri e le interruzioni di produzione in Nigeria. I progetti di sviluppo mantengono le previsioni di tempo e di costo e consentiranno un incremento produttivo di oltre il 5% nel 2017. L'esplorazione, focalizzata sulle attività near-field, ha consentito di rivedere al rialzo in soli sei mesi le aspettative di nuove scoperte. Nel mid- downstream abbiamo conseguito risultati positivi in tutti i settori d'attività grazie alle azioni intraprese che continueranno come previsto. Complessivamente la strategia in atto, le azioni di ottimizzazione e la riduzione della base costi hanno consentito di compensare parte dell’effetto scenario con un beneficio sull’utile operativo di €1 miliardo. Manteniamo una struttura patrimoniale molto solida fondata sull'autofinanziamento degli investimenti ad un prezzo Brent di 50$/barile. Su queste basi confermerò la proposta al CdA di un acconto dividendo pari a €0,40 per azione.”