Entro il 2050, la metà delle famiglie europee produrrà direttamente -da fonti rinnovabili- l'energia elettrica necessaria al proprio fabbisogno. Questi dati, frutto di un rapporto commissionato da Greenpeace, ci dicono che la rivoluzione delle fonti rinnovabili è già compiuta.

E il 6 ottobre esce "Civiltà solare", il primo libro che racconta la “transizione” in modo chiaro e originale, non solo con le parole ma anche attraverso immagini e infografiche.

 

La rivoluzione in corso pone alcune domande fondamentali per il futuro a cui provano a rispondere i due autori di "Civiltà solare", Ruggieri e Monforti, il primo ricercatore all'Università dell'Insubria, il secondo al Joint Resarch Centre della Commissione europea: è possibile completare un processo così rilevante nell’arco di una sola generazione (entro il 2050)? A quali costi e con quali tecnologie? Quali criticità vanno affrontate? Quale nuovo modello di organizzazione economica e sociale sarà stimolato?

 

Nel secondo capitolo si spiega perché sia tempo di abbandonare il nostro attuale modello energetico, mettendo nero su bianco i limiti del sistema basato sulle fonti fossili e i buoni motivi per cui transire verso un sistema energetico che produca meno emissioni inquinanti e di gas serra, che sia esportabile ai Paesi in via di sviluppo, anche in considerazione dell'obiettivo che si sono dati i Paesi firmatari dell'Accordo di Parigi del dicembre 2015, ovvero di contenere l'innalzamento medio delle temperature entro 1,5°.

È quindi fondamentale continuare ad intervenire sulla produzione di energia, puntando sul sole e sul vento, e sulla distribuzione, per evitare

 

Nel terzo capitolo si spiega perché mettere in piedi un sistema simile non è un'utopia: tutte le previsioni più ottimistiche sulla produzione di energia da fonti rinnovabili sono state superate "dai fatti". E allora gli autori provano a immaginare il futuro, a partire da esempi concreti. Ad esempio le esperienze di generazione diffusa e partecipata di energia -come le cooperative energetiche- che “sgretolano” il monopolio produttivo delle grandi centrali alimentate da risorse fossili -come carbone e gas- e mettono in evidenza una nuova figura, quella del "prosumer" (produttore e consumatore insieme). O l'auto elettrica che, specie se alimentata da corrente prodotta da energia rinnovabile, offre grandi vantaggi: sapevate che appena l'1% dell'energia prodotta dalla combustione della benzina nel motore di un automobile sposta il passeggero, mentre tutto il resto finisce di spersa?

 

È una questione di efficienza. Una riflessione semplice quanto avvitare una lampadina: in pochi anni, infatti, si è passati da lampade che producevano 10-15 lumen per ogni watt utilizzato, a lampade basate su LED che sono in grado di produrne oltre 200. L'obiettivo di ciascuno di noi -come si legge nelle conclusioni- è diventare più consapevoli e agire di conseguenza nella quotidianità: a partire, anche, dalle nostre scelte alimentari.

 

È stato presentato alla stampa “Attraverso i muri di bruma”, un progetto coreografico concepito da Billy Cowie per gli spazi della Fondazione Prada a Milano, alla presenza dell’artista, dell’advisor del progetto Marinella Guatterini, del Direttore della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi Giampiero Solari e del Head of Program della Fondazione Astrid Welter.

 

Sviluppato in collaborazione con la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano, “Attraverso i muri di bruma” coinvolge undici danzatori neo-diplomati del Corso di Teatrodanza, diretto da Marinella Guatterini. Le performance aperte al pubblico si svolgeranno da mercoledì 28 a venerdì 30 settembre 2016, dalle 20.30 alle 22.30. L’ingresso è libero, su prenotazione telefonica al numero: +39 02 56 66 26 13 (linea attiva dalle 10 alle 18).

 

“Attraverso i muri di bruma” è il secondo evento di arti performative proposto dalla Fondazione Prada dopo “Atlante del gesto” del coreografo Virgilio Sieni, nell’intento di espandere il proprio programma culturale e di approfondire altri strumenti di conoscenza e ricerca oltre le arti visive. Questo progetto rappresenta, inoltre, un’importante opportunità di collaborazione con un gruppo di giovani danzatori e una realtà educativa come la Scuola di Teatro Paolo Grassi impegnata, dal 1986, con il Corso di Teatrodanza nella formazione e nel perfezionamento di coreografi, performer e danzatori contemporanei.