Ricerca scientifica, impresa, green economy, biodiversità, energia rinnovabile, innovazione avanzata applicata all’agricoltura. Questi i pilastri di una serie di iniziative dal respiro internazionale, finanziate dal governo di Mosca e che hanno per protagonisti

eccellenze della ricerca italiana (come la Fondazione CMCC), russa e partner industriali. Se ne è parlato alla COP22, a Marrakech, nel Padiglione Italia coordinato dal Ministero per l’Ambiente e la Tutela del Territorio e del Mare

 

 Quattro iniziative di assoluta eccellenza che segnano una collaborazione senza precedenti tra l’Italia e la Russia in tema di ricerca e innovazione sulla sostenibilità nel segno dei cambiamenti climatici. Il governo di Mosca finanzia infatti una serie di iniziative che vedono un ruolo centrale della Fondazione CMCC e della sua capacità di svolgere ricerca avanzata su come la conoscenza dei cambiamenti climatici possa avere ripercussioni positive su impresa, biodiversità, agricoltura, energia rinnovabile.

 

Con l’Università di Vladivostok un centro di ricerca per lo studio impatti climatici nella Russia Asiatico-pacifica, a Mosca un laboratorio di innovazione avanzata per la robotica applicata all’agricoltura, a San Pietroburgo un polo tecnologico per il fotovoltaico organico, una piattaforma internazionale per progetti di innovazione che coniughino valore economico e tutela del capitale naturale. Sono questi gli esempi di collaborazioni eccellenti che nascono dalla partnership italo-russa al centro dell’incontro “Le opportunità del cambiamento climatico alle alte latitudini: la cooperazione Italia – Russia”, organizzato dalla Fondazione CMCC – Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici e svoltosi al padiglione italiano della COP22 di Marrakech. 

 

“Per noi – ha detto Antonio Navarra, presidente della Fondazione CMCC – si tratta di occasioni molto preziose per collaborare con le istituzioni russe e per mettere le nostre attività di ricerca al servizio di una serie di iniziative che sono la prova ulteriore di come la conoscenza scientifica sui cambiamenti climatici fornisca contributi determinanti per diverse attività dei nostri sistemi socio-economici, che vanno dagli impatti sulla biodiversità e le attività agricole, allo sviluppo di tecnologie innovative in ambito energetico, fino alla definizione di partnership industriali”.

 

 

 

Buone notizie per l’agricoltura, ma non per le foreste. Le regioni più orientali della Russia, sono tra le aree in cui gli scenari climatici disegnano un significativo aumento di temperatura per i prossimi anni. Gli effetti che ne possono derivare sono contrastanti: “Da una parte – spiega Riccardo Valentini del CMCC, dell’Università della Tuscia e uno dei principali esperti in questa collaborazione internazionale – si evidenzia un’opportunità per l’agricoltura perché temperature più calde in queste aree potranno associarsi alla disponibilità di nuove colture e ad un miglioramento della produzione agricola che può rappresentare una possibilità di sviluppo economico per la regione”. Allo stesso tempo però, la risposta delle foreste e degli ecosistemi naturali in genere, potrebbe avere impatti negativi che riguardano la perdita di biodiversità, di naturalità, di aree forestali. “Stiamo ancora studiando cosa potrebbe accadere, ma ci sono segnali di vulnerabilità dal punto di vista delle risorse naturali”, spiega ancora Valentini. A questi studi sarà dedicato un centro di ricerca completamente nuovo dove scienziati dell’Università di Vladivostok e del CMCC lavoreranno insieme per analizzare gli impatti dei cambiamenti climatici nella regione Asiatico-Pacifica della Russia, evidenziando opportunità e vulnerabilità  in tema di agricoltura, risorse idriche, biodiversità e turismo. Mentre in un prossimo futuro è previsto che si aprano nuovi settori di studio sull’Artico e sugli oceani.

 

 

 

La robotica avanza al servizio dell’agricoltura. La Russian State Agrarian University di Mosca rappresenta uno dei centri più evoluti per gli studi sull’agricoltura, e proprio nella capitale russa si sta sviluppando un laboratorio di innovazione avanzata, anche questo con i finanziamenti del governo di Mosca, in cui il CMCC è chiamato a contribuire con i propri modelli nel lavoro finalizzato alla realizzazione di tecnologie nel campo della robotica che siano capaci di massimizzare il proprio utilizzo negli scenari di cambiamento climatico. “In questo caso il contributo italiano del CMCC – spiega Valentini – riguarda analisi climatiche che serviranno a individuare nuove aree potenzialmente utili per l’agricoltura Russia europea, a ovest degli Urali.”

 

 

 

Illuminazione ad hoc per regioni boreali. A San Pietroburgo si lavora invece sul fotovoltaico organico. Il polo di ricerca, in cui l’università locale collabora con le Università di Tor Vergata e Southampton, nasce dalla volontà del governo russo di accogliere l’eccellenza italiana in questo campo e sviluppare nuove celle fotovoltaiche utilizzando materiali particolarmente innovativi che le rendono efficienti per la produzione e l’uso di una luce diffusa , utilizzata in maniera particolare nelle regioni boreali.

 

 

 

La piattaforma europea della Greeneconomy. Ospite dell’incontro organizzato dal CMCC alla Cop22 sarà anche Officinae Verdi, realtà italiana che sta lavorando alla più grande piattaforma europea dedicata alla green economy.

 

“Con Green Capital Alliance® intendiamo avviare a livello internazionale e in Russia dei progetti di innovazione che coniughino valore economico e tutela del capitale naturale.  Uno shift di modello verso una green-circular economy nel quale siamo impegnati da tempo, essendo partiti sull’efficienza energetica e avendo originato in 3 anni investimenti cleantech per ~ 100M€ solo in Italia, generando oltre 3.900 greenjobs e 634.000t CO2 risparmiate - ha detto Giovanni Tordi CEO di Officinæ Verdi Group nell’ambito della tavola rotonda - Nel tema del workshop, la Russia ha grandi risorse per diventare uno dei Paesi leader nella transizione verso un modello green economy, soprattutto in termini di capitale naturale. Officinæ Verdi Group ha una vocazione internazionale, è partecipata da UniCredit banca già leader in Russia con importanti progetti di sviluppo energetico e infrastrutturale. Con Green Capital Alliance® – ha aggiunto Tordi – intendiamo stimolare un modello economico sostenibile e altamente efficiente, attraverso cleantech in 4 settori: energy efficiency, food – agricoltura, nanotech-new materials, big data & digital, che generino ritorni per gli investitori, nuova occupazione, riduzione di consumo delle materie prime e taglio di emissioni di CO2, privilegiando riutilizzo e riciclo dei materiali di scarto, soprattutto nel food e agricoltura”. Nell’ambito di questa piattaforma, il CMCC è partner per quello che riguarda la produzione di analisi geo-climatiche e la realizzazione di scenari di breve e lungo termine.

 

 

 

All’incontro sono intervenuti, oltre ai rappresentanti del Ministero italiano dell’Ambiente e  della Tutela del Territorio e del Mare e del governo russo: Riccardo Valentini (Fondazione CMCC e Far Eastern Federal University, Russia), Antonio Navarra (Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, Italia), Alexey Vitalievich Kavokin (Saint Petersburg State University, Russia), Giovanni Tordi (Officinæ Verdi, Italia), Ivan Vasenev (Russian State Agrarian University, Russia), Olga Nesterova (Far Eastern Federal University, Russia), Donatella Spano (Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici / Università of Sassari / Assessore alla protezione dell’ambiente, regione Sardegna, Italia).