Le fonti di energia rinnovabile stanno diventando la nuova norma nel settore energetico. Con riferimento al comparto logistico, il 18 Maggio 2022 la Commissione europea ha varato il piano RePower che annovera tra gli obiettivi anche quello di ottenere 10 milioni di tonnellate di idrogeno da fonti rinnovabili

prodotte in Europa e di importarne altrettante per sostituire carbone, petrolio e gas in alcuni settori dell’industria e dei trasporti entro il 2030. Mentre fino a poco tempo fa le fonti rinnovabili erano principalmente sovvenzionate da politiche statali ed incentivi e considerate di gran lunga più costose, adesso alcune di esse iniziano ad essere più economiche rispetto ai combustibili fossili: ad esempio, se nel 2010 un megawatt-ora di elettricità fotovoltaica costava in media 378 dollari, negli ultimi 10 anni il suo prezzo è calato del -82%. L’energia pulita è inoltre sempre più richiesta dai consumatori: secondo l’ultimo studio di Packlink, l’impatto ambientale del brand è un elemento che influisce sulla scelta d’acquisto per il 78% degli italiani intervistati e il 61% è disposto a pagare un sovrapprezzo per una spedizione a basso impatto ambientale. A causa della crisi energetica che stanno vivendo numerosi Paesi europei, ci si chiede dunque quali sono le principali fonti energetiche alternative che si stanno facendo largo nel settore dei trasporti e logistica.

Sono tante le imprese del settore e-commerce e logistica che stanno cercando di adeguare i propri obiettivi ad una neutralità energetica, arrivando a zero emissioni di CO2 entro il 2030. Amazon ad esempio ha previsto di alimentare le proprie attività con energie rinnovabili al 100% entro il 2025. Questo perché molte imprese ritengono ci sia una connessione tra ottimizzazione delle risorse e riduzione dei costi da un lato ed azioni in linea con una politica sostenibile dal punto di vista ambientale dall’altro. Nel settore logistico, però, è importante considerare tutte le fasi della filiera (fornitori, magazzini, partner, cliente finale). Non è infatti solo la scelta dei mezzi utilizzati, ma anche dell’illuminazione dei magazzini, del tipo di consegna offerta al cliente finale, delle energie utilizzate in fase di stoccaggio ad avere un peso ed un’influenza sul risultato totale.

Il fabbisogno energetico nel comparto logistico deriva da bisogni termici come riscaldamento e raffreddamento ed impianti di illuminazione dei magazzini, aree di stoccaggio e centri operativi. Per questo motivo, un vantaggio competitivo per le aziende è quello di utilizzare impianti di efficientamento energetico, che consentono di tagliare i consumi e dunque i costi. Dal punto di vista ambientale poi, questo permette di aumentare le procedure a favore di sostenibilità ambientale, che fa crescere la reputazione aziendale. Inoltre, in ottica green è importante anche promuovere politiche di riuso e riciclo, aumentando l’efficienza dei processi. I vantaggi che un’impresa del comparto logistico può trarre sono numerosi e significativi: riduzione dei costi energetici tramite auto-produzione di elettricità, abbandono di fonti non rinnovabili come il gasolio, utilizzo di mezzi elettrici che consentono di entrare anche in zone a traffico limitato o pedonali nei centri urbani, aumento della competitività sul lungo periodo.

Per le aziende del settore logistico, le misure più efficaci di efficientamento energetico riguardano caldaie, pompe di calore, illuminazione, refrigerazione e, solo dopo, stoccaggio e trasporto. Per affrontare le sfide dell'aumento dei costi energetici, le energie rinnovabili che, tra le altre, possono ovviare alle tradizionali sono: fotovoltaico: un tipo di energia rinnovabile in forte crescita negli ultimi anni, rappresentando oltre la metà dei 302 Gw di capacità rinnovabile installata a livello internazionale nel 2021 (Global Market Outlook For Solar Power 2022-2026). Questo tipo di tecnologia è capace di condurre un’impresa all’autonomia energetica, oltre a garantire costi stabili durante tutta la durata di vita dell’impianto in questione. Il fotovoltaico è scelto sia per l’abbattimento dei costi che ormai non ha quasi più bisogno di incentivi statali, sia per la convenienza dal punto di vista economico, vista la sua grande sostenibilità che consente agli imprenditori un ritorno sull'investimento; illuminazione a Led per poli logistici e magazzini: il consumo di energia elettrica per l’illuminazione rappresenta circa il 20% dei consumi totali per un’attività. Per ovviare a questo problema, una delle soluzioni è l’utilizzo di sistemi di illuminazione a Led, che assicurano un risparmio energetico stimato tra il 50 e il 70%, assolvendo comunque al proprio compito dal punto di vista dell’illuminazione; mezzi bilici migliori della vezione aerea: parlando di emissioni di Co2, è inoltre cruciale la scelta tra le modalità di trasporto utilizzate per le consegne: secondo GS1 Italy, i mezzi pesanti (bilici) risultano migliori in termini di impatto ambientale rispetto alla vezione aerea che, nel corto raggio, può arrivare ad impattare fino a 15 volte in più. Se vengono utilizzati treni a trazione elettrica si riducono le emissioni di Co2 del 70% rispetto al trasporto stradale. É dunque fondamentale ripensare il settore logistico in un’ottica di riduzione dell’impatto ambientale del commercio sia online che tradizionale: la creazione di hub nazionali permette di ridurre i chilometri percorsi e il numero di mezzi utilizzati, riducendo le emissioni di Co2 fino a 450 ton.