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Category: Informatica/Tecnologia

Nei servizi finanziari è in corso un cambiamento strutturale, con i player tecnologici che sfidano i player storici per posizionarsi in un mercato che si sta rapidamente espandendo verso nuovi servizi, secondo Oliver Wyman, la società di consulenza globale. Gli incumbent,

tradizionalmente organizzati attorno alla intermediazione del credito e dei rischi di mercato, continuano a crescere, ma la maggior parte della creazione di valore dell’industria è guidata dalle aziende che gestiscono le infrastrutture finanziarie come le borse e i pagamenti, i dati e la tecnologia. Nel suo 24esimo report annuale State of the Financial Services Industry (SOFS), intitolato “A Tectonic Shift Between Risk, Data and Technology”, Oliver Wyman afferma che il driver principale di questo spostamento di valore è il rallentamento della crescita dei servizi di gestione del rischio a maggiore intensità di capitale, che nell’ultimo decennio si è attestata al 3% annuo. A questo si è contrapposta una crescita pari a circa l’8% annuo dei servizi a minor intensità di capitale, legati allo sfruttamento dei dati e a tecnologie che generano valore. In numeri, lo studio evidenzia che il valore aggregato delle grandi infrastrutture finanziarie, data company e imprese fintech è cresciuto del 400%, generando quasi 2,3 trilioni di dollari negli ultimi 10 anni, rispetto al 70% e 1,3 trilioni di dollari generato dagli incumbent. 9 trilioni di dollari di nuovo valore sono stati creati dal mondo delle big tech- -anche considerando significativi aggiustamenti nel 2022 - che si sta spostando verso i servizi finanziari a partire dai pagamenti, ma ormai chiaramente con l’obiettivo di estendere ad altri servizi e prodotti finanziari. il risultato di questo spostamento è che ormai quasi un terzo delle 50 maggiori istituzioni finanziarie sono imprese classificabili come player tecnologici, mentre dieci anni fa erano soltanto due. “L’ultima decade è stata positiva per il settore dei servizi finanziari; non ha dovuto affrontare grandi crisi, ha visto moltissima innovazione e gioca un ruolo importantissimo a livello sociale nella lotta al Covid-19 e ai cambiamenti climatici,” dichiara Ted Moynihan, Partner e Global Head of Industries di Oliver Wyman. “L’ultimo decennio ha anche visto dei cambiamenti importanti, che hanno trasformato i servizi finanziari in un settore più ampio, con più aziende che agiscono in concorrenza tra loro e, nel complesso, uno spostamento del valore relativo dagli operatori storici a nuovi attori. A causa dell’aumento dei tassi d’interesse e della volatilità, prevediamo che entro pochi anni il panorama sarà già piuttosto diverso e a trarne beneficio saranno coloro che sapranno anticipare e sfruttare al meglio i nuovi driver di crescita.” Il report State of Financial Services 2022 di Oliver Wyman evidenzia che in assenza di una reazione coraggiosa ed offensiva e non difensiva come quella osservata sino ad ora, questo spostamento di valore continuerà. La maggior parte dei player storici stanno faticando nel trovare il modo giusto di riorganizzarsi e investire efficacemente nelle attività che oggi producono maggior valore e crescita. A mano a mano che i modelli di business delle big tech convergono, i loro portafogli e la loro penetrazione all’interno della finanza integrata diventeranno sempre più importanti. Allo stesso tempo, la diffusione degli asset digitali e dei sistemi di identità digitale sta accelerando questo spostamento di valore. L’attuale contesto macroeconomico e geopolitico offre agli incumbent l’opportunità di recuperare quote di mercato. L’aumento dei tassi d’interesse potrebbe generare guadagni aggiuntivi per alcuni istituti bancari o assicurativi, mentre gli investitori stanno mettendo in dubbio i business model di alcune big tech e fintech. Per gli incumbent è giunto dunque il momento di posizionarsi in maniera più decisa sulle nuove fonti di valore, investendo in maniera coraggiosa sulle nuove tecnologie per trasformare i loro modelli di business e creare nuovi mercati.