L'ampia dipendenza dal turismo ha reso la Croazia vulnera­bile agli shock esterni avversi che hanno provocato effetti so­cioeconomici negativi. “Il Go­verno sta cercando di aprirsi al massimo verso il turismo sicuro, che diventa uno degli obiettivi più importanti

per la stagione. Nonostante le misure abbastanza leggere ultimi mesi, si è trovato un equilibrio tra economia e convivenza con il virus. Con le vaccinazioni e il greenpass si fa­cilita spostamento, si sta rilan­ciando anche l’industria degli eventi, ma con cautela pensando sopra l’altro alla sicurezza”. I Ministeri del turismo di no­stri due paesi hanno “svolto una riunione per il rilancio e rafforzo bilaterale, organizzato e gestito dall’Ambasciata d’Italia, e credo che avremo i risultati al livello del 2019. Dal primo luglio, se­condo le previsioni del Governo, si aspettano altri rallentamenti delle misure e potremo ora vede­re come sarà la stagione estiva”.

 

Presidente Ruffoli, per il Paese potrebbe essere un mo­mento decisivo e di vera svolta visto la cosi stenta dei fondi che avrà dall’Ue. In quale mo­do posso beneficiane le imprese italiane nel territorio o poten­ziali investitori?

UE ha risposto alla crisi dalla pandemia con un ambizioso pac­chetto di aiuti agli Stati membri, aprendo un nuovo capitolo della coesione europea. Oltre all’adozione del quadro finanziario pluriennale, l’Ue ha anche adottato un pacchetto spe­ciale - Next Generation EU. Il fulcro di questo pacchetto è lo strumento per il recupero e la re­silienza, una forte leva per la ri­presa delle società europee e un’opportunità per rafforzare la resilienza a qualsiasi tipo di crisi futura. La Croazia ha a disposi­zione uno stanziamento totale di 24,2 miliardi di €, più del dop­pio dell’importo che abbiamo ri­cevuto a disposizione per il pe­riodo dal 2014 al 2020. L’ele­mento più importante e la spina dorsale del pacchetto di assisten­za è il meccanismo di ripresa e resilienza, che fornisce 672,5 mi­liardi di € per gli investimenti e le riforme. Il 15 maggio 2021 la Ce ha ricevuto il Pnrr. Sovvenzioni per circa 6,3 mi­liardi di €, e prestiti per circa 3,6 miliardi di euro saranno disponi­bili nell’ambito del meccanismo di ripresa e resilienza. Pnrr con­siste in un totale di 77 riforme e 152 investimenti. La Croazia ha richiesto un prefinanziamento per un importo fino al 13%, che si applica all’importo totale. L’e­conomia resiliente, verde e digi­tale sarà il punto più importante per i progetti.

 

Negli ultimi anni il Paese è stato colpito da diversi eventi naturali, quali, esempio terre­moti. L’Italia è stata in prima linea su aiuti e diversi fronti: ci può spiegare meglio?

All’inizio della pandemia, in marzo 2020, la capitale croata è stata colpita da un devastante ter­remoto, che ha causato enormi danni. La serie di scosse è conti­nuata durante intero anno. A di­cembre, a soli 40 km da Zaga­bria, un altro terremoto ha colpi­to la Contea di Sisak -Moslavina, già una delle più poveri di Croa­zia, che ha avuto un impatto si­gnificativo sul deterioramento del benessere dei cittadini e sul tentativo di ripresa dell’economi­ca.  Voglio sottolineare e ringra­ziare ai connazionali per la onda­ta di aiuti provenuti da Italia, specialmente i Caschi blu, che hanno fatto interventi salvando il patrimonio culturale. Inoltre, gli specialisti sismici italiani, che hanno grande esperienza si sono messi in azioni con i croati, e tante aziende, di quali molte i nostri soci hanno subito iniziato con le azioni umanitarie, tramite Croce Rossa e Protezione civile.  La ricostruzione di zone ter­remotate e rilancio di economia, sono la sfida per il governo, ma anche una opportunità. Croazia vive il momento storico e assie­me, possiamo creare l’economia e la società migliore.

 

Nell’anno della crisi epide­miologica, si è visto una cresci­ta dell’interesse delle imprese italiane per l’internazionalizza­zione verso la Croazia; secondo il suo punto di vista, perché?

Proprio la crisi ha fatto capire alle imprese che bisogna cambia­re atteggiamento su come fare gli affari, come cogliere le occasioni in momento del rilancio. La Croazia, più che l’altro per la sua posizione geografica e come membro dell’Ue, con le connes­sioni di trasporto ottime, si è di­mostrata una ottima scelta per in­ternazionalizzare.  Inoltre, la riforma fiscale e le condizioni per gli investimenti dall’estero stanno migliorando rispetto gli ultimi anni. Questo fatto, oltre agli sforzi di governo, bisogna ringraziare per continuo lavoro all’Ambasciata d’Italia a Zagabria, che si impegna moltis­simo per cambiare l’aspetto che viviamo ultimi anni, cioè, si prendiamo per lo scontato. Sia­mo i primi vicini, la Croazia ha anche le zone bilingue, visto for­te minoranza italiana, col Siste­ma Italia molto attivo, che inclu­de Ambasciata, Consolato gene­rale, Ice, Istituto di cultura e la Camera di commercio, quindi dal primo all’ultimo passo siamo a disposizione e capaci di soste­nere gli investimenti, organiz­zando una serie di eventi di pro­mozione di Paese, diversi Busi­ness Forum organizzati dall’Ice e/o Ambasciata, fiere, B2B in­contri. Sottolineo l’impegno dell’Ambasciatore Pierfrancesco Sacco, che da un anno organizza incontri bilaterali tra Ministeri Italiani i e croati di diversi setto­ri, creando concordi e migliori condizioni dall’altissimo livello, per migliorare la esistenza di noi presenti in Croazia e di quelli pensano di fare il passo verso la Croazia.

 

Altri settori: dove e come puntare in questo momento particolare? In Croazia, come al livello globale, si distingue IT settore, tutte le soluzioni e necessaria transizione digitale e verde.  Parlando di verde, direi il set­tore delle energie rinnovabili, ma vediamo e segnaliamo infrastrut­ture. La Croazia pianifica molti progetti infrastrutturali, una op­portunità storica per investire, per sviluppare lavori e collabora­zioni e il know how italiano è molto apprezzato.

 

Intervista pubblicata nell'edizione cartacea di Tribuna Economica del 28 giugno 2021

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