I primi tre mesi del 2019 delineano un rallentamento per la produzione manifatturiera nella provincia di Bergamo: la variazione su base annua è infatti pari al +0,2% per le imprese industriali con almeno 10 addetti, mentre risulta ancora significativa

per quelle artigiane con almeno 3 addetti (+2,7%); per entrambe si tratta comunque di una crescita meno intensa sia rispetto a quella dello scorso trimestre sia rispetto alla media del 2018. Se i livelli produttivi rimangono ancora superiori a quelli di un anno fa, le variazioni rispetto allo scorso trimestre, al netto degli effetti stagionali, evidenziano invece un segno negativo, che in questo caso risulta più marcato per l’artigianato

(-0,7%) rispetto all’industria (-0,3%).

L’industria bergamasca evidenzia un andamento meno brillante rispetto alla Lombardia, che su base annua cresce a ritmi superiori (+0,9%) e che conserva una variazione positiva anche rispetto al quarto trimestre 2018 (+0,4%). L’indice della produzione provinciale scende così a quota 107,9, mantenendo comunque un guadagno di 11 punti rispetto al minimo di inizio 2013, raggiunto in seguito alla crisi dei debiti sovrani.

Tra i settori maggiormente rappresentativi si segnalano i contributi positivi della meccanica e della chimica, mentre risultano in calo il tessile e la gomma-plastica.

Si mantiene più positiva la dinamica del fatturato, che registra un incremento significativo su base annua (+2%), sebbene in decelerazione rispetto al 2018, e che cresce anche nel confronto con il trimestre precedente (+0,4%).

Segnali negativi giungono in relazione agli ordini, dove quelli provenienti dal mercato interno evidenziano un calo su base annua (-0,4%), dopo essere cresciuti per tutto il 2018, mentre gli ordinativi dall’estero mantengono una variazione positiva (+1,5%), ma significativamente inferiore a quelle registrate nell’ultimo biennio.

Nonostante il rallentamento produttivo, prosegue la tendenza positiva dell’occupazione delle imprese industriali, con un saldo positivo tra ingressi e uscite pari al +0,4%.

Le aspettative degli imprenditori confermano il deterioramento del clima di fiducia, mostrando saldi tra previsioni di crescita e di diminuzione in peggioramento per tutte le variabili.

L’artigianato in provincia di Bergamo conferma una performance produttiva migliore su base annua rispetto al dato lombardo, che registra un calo del -0,3%, ma tale risultato è frutto della maggiore crescita dei trimestri scorsi, mentre su base trimestrale la variazione negativa è allineata a quella regionale (-0,5%). L’indice della produzione artigiana provinciale scende quindi a 102,6, sostanzialmente in linea con i valori precedenti alla crisi dei debiti sovrani, non ancora recuperati a livello regionale. Non rallenta invece il fatturato, che registra una crescita significativa (+6,1% su base annua), e anche gli ordini interni mantengono una variazione positiva (+2,6%); diminuiscono gli ordini esteri (-0,5%), che rappresentano però una quota marginale sul fatturato complessivo. Il saldo occupazionale risulta leggermente positivo (+0,1%), ma al netto degli effetti stagionali si conferma la tendenza declinante del 2018. Il quadro congiunturale dell’artigianato è quindi caratterizzato da luci e ombre, che si riflettono in un andamento incerto delle aspettative: peggiorano quelle su domanda estera e interna, mentre sembrano stabilizzarsi quelle sulla produzione; migliorano infine le previsioni occupazionali.

Dopo un 2018 negativo, prosegue il calo di fatturato nel commercio al dettaglio (-0,7% su base annua), anche se il risultato negativo del trimestre potrebbe essere stato influenzato dalla cadenza della Pasqua; le aspettative degli imprenditori, a differenza degli altri comparti, risultano in miglioramento.

Il recente rallentamento congiunturale non sembra invece riguardare i servizi, che proseguono la tendenza positiva degli ultimi anni: il fatturato cresce infatti del +2,5% su base annua, anche se dalle aspettative emerge qualche elemento di preoccupazione.