Se in Italia, come si evince dal Rapporto presentato questo mese da Unioncamere nazionale “Donne imprenditrici in una economia e in una società che cambia”, le imprese gestite da donne nel 2018 erano un milione e 337 mila

(il 21,9% del totale, cioè una su cinque), in crescita del 2,7% rispetto all’anno precedente, la Sicilia va anche meglio. Infatti, secondo l’elaborazione dell’Osservatorio di Unioncamere Sicilia, nell’Isola nel quarto trimestre dello scorso anno le aziende al femminile erano 113mila 452, pari all’8,5% del totale nazionale, ma qui rappresentano il 24,2% del totale regionale delle imprese, quindi una su quattro. In due settori, in particolare, un’impresa su tre è gestita da donne: c’è, infatti, una presenza più evidente di imprenditrici nei settori dell’agricoltura (25.107, pari al 30,9% del totale del comparto regionale) e del turismo e ristorazione (8.025, il 28,5%), poi una donna su quattro nel commercio (31.963, il 24,6%); seguono il manifatturiero (6.113, il 17,8%) e l’edilizia (4.794, il 9,8%). Un trend positivo che si conferma anche nel primo trimestre di quest’anno.

Dunque, in Sicilia, pur operando in un contesto territoriale complesso, le imprese gestite da donne mostrano una vitalità superiore al resto del Paese. E ciò pare sia frutto per lo più della loro esclusiva capacità di intraprendere e poco o nulla della disponibilità di incentivi. Infatti, solo per fare un esempio, il Fondo per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri, che garantisce finanziamenti bancari per la nascita di imprese al femminile, su un totale di 106.986 garanzie concesse in tutta Italia per 8,34 mld di euro di prestiti, dalla Sicilia negli ultimi tre anni ha ricevuto appena 4.832 richieste per 241 mln.

Questo vuol dire che in Sicilia le donne che avviano un’impresa sono particolarmente capaci, intraprendenti e dinamiche e trovano adeguato sostegno da parte di realtà bancarie più attente a questo settore”, ha detto Ines Curella, giovane A.d. della Banca popolare S. Angelo, aprendo con il presidente Antonio Coppola la tavola rotonda su “Imprenditoria siciliana: testimonianze al femminile”, svoltasi a Palermo presso Palazzo Petyx, sede della banca, nell’ambito della rassegna “Palermo delle donne” ideata da Stefania Morici.

Ines Curella ha osservato: “Una banca ‘in rosa’ come la nostra, che già nel 55 ebbe mia nonna, Ines Giganti Curella, come prima presidente di banca al Sud, e oggi con metà Cda, un quarto di dirigenza e un terzo di organico composti da donne, ha da sempre nel proprio Dna una maggiore apertura al mondo femminile; ed infatti conta 2.419 socie di cui 494 imprenditrici e, fra le clienti, 2.622 amministratrici di società e 1.651 fra artigiane e libere professioniste che trovano nella S. Angelo il loro partner finanziario ideale. Un impegno che trova riscontro, con nostra soddisfazione, nel fatto, evidenziato dall’elaborazione di Unioncamere Sicilia, che la maggiore concentrazione di imprese femminili in Sicilia si trova proprio nelle province in cui opera la S. Angelo: cioè 10.132 ad Agrigento, 6.054 a Caltanissetta, 24.414 a Catania e 23.280 a Palermo”.

Questo modo di fare banca, più attento alle donne e alle loro esigenze – ha aggiunto Curella – che la S. Angelo, saldamente radicata nel proprio territorio, mantiene da cento anni, ci porta oggi a lanciare un nuovo prodotto, ‘Impresa, il tuo nome è fimmina’, che sostiene le necessità delle imprenditrici in modo ancora più dinamico e flessibile: un prestito chirografario, quindi senza garanzie ipotecarie, fino a 30mila euro per una durata di quattro anni, ad un tasso misto davvero competitivo. Questa, oltre alle misure come Resto al Sud e il microcredito garantito dal Fei, è la nostra migliore risposta ad una classe di imprenditrici ricca di talento e che ha successo nei mercati interno ed estero”.

Una contaminazione positiva che si è diffusa rapidamente anche nelle aziende a capitale pubblico i cui vertici, grazie alla legge Golfo-Mosca del 2011 che impone le cosiddette “quote rosa”, per un terzo sono composti da donne: al Sud si contano 845 capitane di aziende a controllo pubblico, di cui 299 siedono nei board, 309 nei collegi sindacali e 237 supplenti, più 191 amministratici uniche e 2.188 consigliere (dati del dipartimento Pari opportunità).

Anche Patrizia Di Dio, presidente nazionale di Terziario Donna e leader provinciale di Confcommercio Imprese per l’Italia Palermo, si è soffermata sul vento favorevole che soffia in Italia e in Sicilia sulle donne che guidano imprese, soprattutto nel terziario.

Così come l’imprenditrice Gabriella Renier Filippone, fondatrice e presidente onorario della Settimana delle Culture e consigliere nazionale della Fidapa.

E’ seguito il confronto tra cinque imprenditrici siciliane di successo (Natalia Ravidà Spatafora per l’olio, Carolina Cucurullo per il vino, Cettina Giaconia per la grande distribuzione, Monica Mirri per il turismo, Anna Burgio delle Gazzere per gli eventi); Mariella Ienna, una designer di origini siciliane che, avendo avuto successo in Australia e negli Usa, è tornata alle proprie radici aprendo un’attività a Palermo, dove trova ispirazione per disegnare tappeti e altri oggetti d’arredo unici al mondo e prodotti qui, in India, in Australia e negli Usa; un’imprenditrice romana che ha scelto di trasferirsi in Sicilia, Lucia Gotti Venturato, presidente e fondatrice dell’associazione Sole Luna–Un ponte tra le culture, alla quale è stata conferita la cittadinanza onoraria di Palermo; e alcune giovani che con coraggio hanno aperto imprese con “Resto al Sud” trovandosi a fianco il convinto appoggio della S. Angelo, fra le quali Tiziana Passoni, che ha lasciato il Nord Italia per aprire a Palermo un “salone di bellezza” per cani di razza che dopo pochi mesi sta avendo notevoli riscontri: una storia della quale si è occupata anche la stampa nazionale.

Infine un dibattito dinamico tra il palco e le imprenditrici presenti in sala, fra le quali l’editrice Stefania Baio.

Ha moderato i lavori Adele Campagna Sorrentino, imprenditrice del settore della distribuzione di energia elettrica, commendatore della Repubblica, segretaria nazionale dell’Ande e regionale dell’Aidda, presidente della commissione Imprenditoria femminile dell’Ascame e prima past president della Camera di commercio di Palermo, la quale ha evidenziato le differenze tra le imprenditrici di prima e seconda generazione e il fatto che le aziende al femminile adesso hanno una maggiore longevità.