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Nel periodo gennaio-marzo 2019, la produzione industriale cuneese ha segnato un incremento lieve dello 0,8% rispetto all’analogo periodo del 2018. Il dato della Granda è apparso migliore rispetto a quanto registrato a livello regionale (-0,4%).

Le imprese cuneesi hanno infatti mostrato, nel periodo in esame, dinamiche più incoraggianti, rispetto alle altre province piemontesi con l’eccezione di quella di Alessandria.

Nel I trimestre 2019 la sostanziale stabilità dell’output si associa ai risultati positivi di quasi tutti gli indicatori congiunturali analizzati. A fronte di un fatturato totale del +1,5%, con ordinativi interni che registrano un buon +2,3%, il grado di utilizzo degli impianti si porta al 66,53%. Per contro, rallenta la dinamica sui mercati stranieri con un fatturato estero di -0,3% e ordinativi esteri di -0,1%.

Il segnale di lieve miglioramento che ci arriva dall’indagine congiunturale, svolta nel I trimestre 2019 presso le imprese manifatturiere, contiene alcuni aspetti positivi più evidenti in determinati settori quali l’industria alimentare, la metalmeccanica e le altre aziende manifatturiere, a fronte di un aumento del mercato interno e del fatturato globale – sottolinea il presidente Ferruccio Dardanello -. Per aiutare e accompagnare le imprese del territorio nell’innovazione e nell’internazionalizzazione la Camera di commercio di Cuneo, in sinergia con il sistema camerale, continua a mettere in campo iniziative e progettualità che per concretizzarsi necessitano di politiche adeguate e del supporto delle istituzioni preposte”.

Sono questi alcuni dei risultati emersi dalla 190ª “Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera” realizzata da Unioncamere Piemonte in collaborazione con gli Uffici studi delle Camere di commercio provinciali. La rilevazione è stata condotta nel mese di aprile 2019, con riferimento ai dati del periodo gennaio-marzo 2019, e ha coinvolto 1.732 imprese industriali piemontesi di cui 213 cuneesi.

A trainare il risultato del I primo trimestre 2019 (+0,8%), troviamo le industrie alimentari con un +2,2%, le metalmeccaniche con +0,6% e le altre industrie manifatturiere con +0,3%.

Il comparto del tessile, dell’abbigliamento e delle calzature ha registrato un trend negativo (-2,6%), seppur migliore rispetto al dato regionale (-5,0%).

Scendendo nel dettaglio dimensionale d’impresa, emerge come siano le micro imprese (0-9 addetti; -2,3%) a scontare la perdita più consistente in termini di output prodotto. La variazione tendenziale della produzione industriale risulta invece positiva per le piccole imprese (10-49 addetti; +0,1%), le medie imprese (50-249 addetti; +1,1%) e le realtà di maggiori dimensioni (oltre 250 addetti; +1,6%).