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Prosegue l'analisi del sistema imprenditoriale del nostro territorio a cura della Camera di commercio, per esaminarne un altro elemento significativo con un focus sulle startup innovative. Le startup iscritte al 31 dicembre 2018 nella sezione speciale

del Registro Imprese Nazionale ammontano a 9.758 ed in Emilia-Romagna sono 903, la terza regione, dopo Lombardia e Lazio, in cui è localizzato il maggior numero di startup innovative.

Milano si colloca in cima alla classifica italiana, con il 17,3% delle startup del Paese; Bologna, con il 3,2%, è quinta nella classifica nazionale, ma è prima in regione per numero di startup, con una incidenza quasi del 35% e con un aumento del +18% rispetto all’anno prima. Seguono Modena e Rimini, ma ben distanziate, con una incidenza, sul totale della regione, rispettivamente pari a 15,1% e 12,3%.

Le startup con sede in provincia di Ravenna, alla stessa data, sono risultate 56 e rappresentano il 6,2% del totale regionale e quasi lo 0,6% di quello nazionale. A fine dello scorso anno, le startup di Ravenna rappresentano lo 0,71% del numero complessivo delle società di capitale registrate in provincia; per quanto riguarda l'attività svolta, la maggior parte opera, come a livello nazionale, nel settore dei Servizi, pari a tre quarti del totale provinciale (quasi il 76%).

Complessivamente in tutta Italia il numero delle startup è cresciuto in modo esponenziale dal 2012 al 2015, per poi assestarsi, ma sempre con incrementi significativi fra il 2016 e 2018. In provincia di Ravenna, sono aumentate del +3,7% rispetto al 2017 (e +1,8% rispetto alla stessa data di due anni prima); in Emilia-Romagna ed in Italia nel 2018 sono aumentate, rispettivamente, del +6% e del +16,3%.

Inoltre, il 18,5% delle imprese innovative ravennati è depositaria o licenziataria di alcune tipologie di privativa industriale (brevetti) oppure titolare di software registrato ed il 22,2% è ad alto contenuto tecnologico, cioè sviluppa e commercializza esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico.

Guardando alla composizione della compagine sociale, quasi il 13% sono imprese a prevalenza femminile, ossia startup in cui le quote di possesso e le cariche amministrative sono detenute in maggioranza da donne e circa l’11% sono invece a prevalenza giovanile (quote e cariche in maggioranza ad under 35); quasi il 6% sono imprese a titolarità straniera. Alcune anticipazioni: a metà giugno 2019, la consistenza delle startup in ambito nazionale supera quota diecimila unità (circa 10.414) ed in regione arriva a 917; nella nostra provincia si assesta a circa 54 unità.

Ma cosa si intende per startup innovativa? Si definisce tale una società di capitale, costituita anche in forma cooperativa, che risponde a determinati requisiti e ha come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico. La definizione di nuova impresa innovativa, ovvero la “startup innovativa”, è stata infatti introdotta da apposita normativa: per questa tipologia di impresa è stato predisposto un quadro di riferimento a livello nazionale che interviene su varie materie, come la semplificazione amministrativa, il mercato del lavoro, le agevolazioni fiscali, ecc..., affinché il nostro Paese diventi più veloce e dinamico, capace di puntare sulle sue energie migliori e quindi favorire la creazione e lo sviluppo di un contesto più favorevole all'innovazione. E ciò significa anche favorire la crescita economica ed occupazionale, in particolare quella giovanile.

Nel Registro Imprese è prevista una sezione speciale per le startup ed è stata realizzata anche una piattaforma istituzionale, all'indirizzo startup.registroimprese.it: una vetrina nazionale on line, che oltre a fornire dati ed elenchi aggiornati, è a disposizione di startup e PMI innovative che vogliono farsi conoscere da investitori, sia italiani che internazionali. Un servizio aggiuntivo di qualità per consentire al sistema dell'imprenditorialità innovativa di crescere e farsi conoscere, perché alimentare la “fabbrica” delle idee creative è indispensabile per accelerare il processo di modernizzazione del nostro Paese.