Nella rete fissa gli accessi complessivi hanno visto una leggera flessione rispetto al trimestre precedente, ma una marginale crescita (34 mila unità) su base annuale. Negli ultimi dodici mesi, è da segnalare come le tradizionali linee in rame si siano ridotte di oltre 1,5 milioni

(circa 9,1 milioni nell’ultimo quadriennio), mentre le linee che utilizzano altre tecnologie, da inizio anno, sono aumentate di circa 300mila. Nel marzo 2018, il 68,5% degli accessi alla rete fissa era in rame; dopo quattro anni questi sono al 25,7%. Allo stesso tempo, sono sensibilmente aumentati gli accessi con tecnologie che consentono prestazioni avanzate: le linee FTTC sono aumentate di oltre 700 mila unità su base annua e di oltre 5,5 milioni nell’intero periodo; gli accessi FTTH sono cresciuti di circa 620 mila unità e, a fine marzo, superavano i 2,8 milioni. In crescita, anche se in misura più contenuta, risultano anche le linee Fixed Wireless Access che, con un incremento di circa 110 mila unità nell’anno, hanno superato 1,7 milioni. Le linee broadband complessive, a fine marzo 2022, sono circa 18,7 milioni (in crescita di 240 mila unità rispetto all’anno precedente). Le dinamiche sopra illustrate si riflettono in un notevole aumento delle prestazioni in termini di velocità di connessione commercializzata: le linee con velocità pari o superiori ai 30 Mbit/s sono il 78% delle complessive linee broadband, mentre il peso di quelle con prestazioni superiori ai 100 Mbit/s è salito, dal 22,9% del marzo 2018, al 63,3% del marzo 2022.

In costante aumento il traffico di voce e dati, anche se in misura inferiore rispetto al periodo di lockdown. Infatti, l’attenuarsi delle restrizioni sanitarie ed il graduale ritorno alla normale quotidianità costituisce un fattore del tendenziale rallentamento nella crescita dei volumi di traffico che si osserva nel primo trimestre dell’anno, aumentato del 3,7% rispetto al corrispondente valore del 2021; è peraltro opportuno osservare che rispetto ai mesi gennaio-marzo del 2020 la crescita è stata del 42% e superiore del 100% rispetto al primo trimestre 2019 pre-pandemia. I dati unitari di consumo (traffico giornaliero per linea broadband) nel primo trimestre dell’anno mostrano un aumento valutabile nell’1,8% rispetto al 2021, e corrispondentemente del 34,2% rispetto al 2020 e dell’87% rispetto al 2019.

Il quadro competitivo degli accessi broadband e ultra-broadband, a fine marzo, vede confermarsi Tim quale maggiore operatore con il 40,9%, seguito da Vodafone con il 16,8%, Fastweb con il 14,6% e Wind Tre con il 14,2%.

Nel segmento della rete mobile, a fine marzo 2022 le sim attivate hanno raggiunto complessivamente (Human e M2M) i 106,5 milioni (+2,1 milioni su base annua): nello specifico, le sim M2M sono cresciute per poco più di 1,7 milioni, mentre quelle Human (cioè “solo voce”, “voce+dati” e “solo dati” che prevedono iterazione umana) risultano stabili su base trimestrale (78 milioni), ed in crescita per oltre 400 mila unità su base annua. Le linee Human sono rappresentate per l’86,8% dall’utenza residenziale, mentre con riferimento alla tipologia di contratto, nell’88,8% dei casi è riferito alla categoria “prepagata”. Con riferimento alle linee complessive, Tim risulta market leader con il 28,5%, seguita da Vodafone (28,2%) e Wind Tre (24,4%), mentre Iliad raggiunge l’8,3%. Considerando il solo segmento delle sim “human”, Wind Tre rimane il principale operatore con il 26,2%, seguito da Tim con il 25,3% e Vodafone con il 22,8%, mentre Iliad, con una crescita di 1,6 punti percentuali su base annua, ha raggiunto l’11,3%. Nel primo trimestre dell’anno sono valutabili in circa 56,7 milioni le sim “human” che hanno prodotto traffico dati: il relativo consumo medio unitario giornaliero è stimabile in circa 0,56 GB, in crescita del 27,1% rispetto al primo trimestre 2021.