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«L’impegno concreto per difendere e promuovere il patrimonio artistico e culturale di Venezia da parte di cittadini e imprese private non è solo il segno di una sensibilità verso il bene comune, ma anche un gesto di lungimiranza imprenditoriale e di generosità,

che mi auguro sia di esempio per altri. Se tutti facessero anche una piccola parte, in base alle proprie possibilità, l'intera città ne trarrebbe beneficio e il senso collettivo di appartenenza a una comunità ne risulterebbe rafforzato». Con queste parole il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha aperto il convegno ArtVantage. Investire nella cultura, risparmiando con l’Art-Bonus, che si è tenuto mercoledì 18 maggio nella splendida cornice della Sala dello Scrutinio di Palazzo Ducale a Venezia.

Oltre 250 i partecipanti – tra  rappresentanti istituzionali, imprenditori, esponenti del mondo della cultura e privati cittadini – per questo incontro patrocinato del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) e organizzato dal Comune di Venezia e dalla Fondazione Musei Civici di Venezia (MuVe), in collaborazione con Noda Studio – studio fiscale e legale italiano con partnership internazionali –, Ales (società in house del MiBACT per la gestione del portale Art-Bonus e per le attività di promozione dell’Art-Bonus), Confindustria Veneto e Federculture e con la partecipazione della Soprintendenza alle Belle Arti e Paesaggio per Venezia e Laguna.

 

I relatori hanno approfondito il tema della liberalità e del mecenatismo a favore delle attività artistiche stimolati dall’Art-Bonus. «Il provvedimento risponde a una chiamata dello Stato che invita a una crescente responsabilità sociale di impresa», sottolinea Filippo Brass di Noda Studio, promotore e ideatore di questo incontro. «Una responsabilità che accresce il valore delle aziende, favorendo la tutela del patrimonio artistico italiano a vantaggio di tutti. Un vero atto di generosità da parte dei privati».

Per MuVe ha preso la parola la presidente Mariacristina Gribaudi, evidenziando quanto l’Art-Bonus sia un esempio virtuoso per il recupero e il mantenimento dei beni gestiti dalla Fondazione. «Finora sono tre i restauri portati a termine grazie alle erogazioni liberali raccolte con l’Art-Bonus e oggi presentiamo altri 16 progetti che ne potranno usufruire».

 

I dati a livello nazionale sul provvedimento introdotto dal Governo nel 2014 e rafforzato con la Legge di Stabilità 2016 sono stati presentati da Carolina Botti, direttore centrale di Ales. «Con l’Art-Bonus si è fatto un salto quantico, passando da una detrazione del 19% a un credito d’imposta del 65%: finalmente usciamo a testa alta dal confronto con tutti i Paesi che hanno adottato da tempo questa norma», specifica. «Da maggio 2015, quando è stato messo online il sito governativo www.artbonus.gov.it, sono stati tracciati più di 77 milioni di euro donati da oltre 2500 mecenati, di cui il 65% sono privati cittadini. Tutti dati che sottolineano quanto questa sia una norma di buona politica che lascerà un segno tangibile».

Location eccezionale e perfetta cornice di ogni manifestazione legata all’arte, Venezia è anche all’avanguardia in Europa e in Italia nella promozione e applicazione della Convenzione di Faro sul valore dell’eredità culturale per la società. «Questa convenzione ha introdotto metodiche di coinvolgimento dei cittadini», ha sottolineato durante il convegno di ieri il direttore di Federculture, Claudio Bocci, «avviando una vera e propria rivoluzione culturale». La Convenzione di Faro stabilisce, infatti, che “la conservazione dell’eredità culturale, e il suo uso sostenibile, hanno come obiettivo lo sviluppo umano e la qualità della vita” e riconosce “una responsabilità individuale e collettiva nei confronti dell’eredità culturale”.