Si è tenuta negli scorsi giorni, presso la Sala di Rappresentanza dell’Università degli Studi di Milano, la quattordicesima cerimonia di premiazione “L’Oréal Italia per le Donne e la Scienza”, iniziativa che vede L’Oréal e UNESCO insieme nella promozione della ricerca scientifica al femminile. Alla cerimonia hanno preso parte:

Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca della Repubblica Italiana, Stefania Giannini, il Presidente emerito della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, Giovanni Puglisi, L’amministratore delegato di  L’Oréal Italia, Cristina Scocchia, il Rettore dell’Università degli Studi di Milano Gianluca Vago e il Professore associato presso il dipartimento di Bioscienze dell’Università degli Studi di Milano, Graziella Messina. 

Le cinque borsiste premiate, distintesi per i loro progetti di ricerca, si aggiungono alle ricercatrici che nelle scorse edizioni hanno ricevuto tale riconoscimento, portando a 70 il numero delle premiate. Quest’anno, il bando di concorso ha raccolto oltre 320 candidature da tutta Italia, a testimonianza del valore dell’iniziativa, non solo a livello locale ma anche internazionale. Molte delle ex borsiste, infatti, hanno potuto affermarsi anche all'estero, confermando la già nota eccellenza italiana in campo scientifico. La giuria, presieduta dal Professor Umberto Veronesi, dopo un’attenta valutazione ha selezionato le cinque più meritevoli, alle quali è stata assegnata una borsa di studio del valore di 20.000 Euro ciascuna. Valore che ha visto un incremento rispetto alle edizioni passate. 

Le cinque borsiste italiane vincitrici, che si sono distinte per i loro progetti di ricerca nel campo delle Scienze della Vita e della Materia, ivi incluse Ingegneria, Matematica e Informatica con accanto ai loro nomi gli istituti che ospiteranno i progetti vincitori sono: Irene di Palma – Astronomia e Astrofisica (Dipartimento di Fisica, Università di Roma La Sapienza). Valentina Emmanuele – Medicina e Chirurgia (U.O.C. di Neurologia e Malattie Neuromuscolari, Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, Università degli Studi di Messina). Maria Vittoria Micioni di Bonaventura - Farmacia (Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute, Unità di Farmacologia, Università degli Studi di Camerino). Martina Sanlorenzo – Medicina e Chirurgia (Divisione Universitaria di Oncologia Medica, Laboratorio di Experimental Cell Therapy, Università degli Studi di Torino, c/o Istituto di Candiolo IRCCS). Francesca Zoratto – Ecologia (Unità di Primatologia Cognitiva dell’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione (ISTC) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).

Cristina Scocchia, Amministratore delegato di L’Oréal Italia, ha dichiarato: “Oggi a livello mondiale, i ricercatori donna sono solo il 30%. Nemmeno un terzo del totale. Siamo ancora lontani dalla parità di genere nella scienza a causa di stereotipi e pregiudizi molto radicati. Come confermato da una ricerca della Fondazione L’Oréal dalla quale è emerso che il 70% degli italiani ritiene che le donne non possiedano le capacità necessarie ad accedere a occupazioni di alto livello in ambito scientifico. Con il programma L'Oréal-UNESCO per le Donne la Scienza vogliamo combattere questi pregiudizi, sostenere le giovani scienziate e portarle alla ribalta dell'informazione proponendole come modelli positivi in grado di incoraggiare altre donne ad intraprendere la stessa carriera. Ha proseguito il prof. Giovanni Puglisi, Presidente emerito della Commissione Nazionale per l’Unesco: “A 18 anni dalla sua istituzione, il programma L’Oréal-UNESCO per le donne nella scienza rilancia il proprio impegno per l’eliminazione degli stereotipi di genere e per il pieno accesso delle donne a tutti i gradi della carriera scientifica, attraverso una doppia azione: da una parte, il sostegno concreto alle giovani ricercatrici, tramite il conferimento annuale delle borse di studio a scienziate che si sono distinte per progetti innovativi nelle Scienze della vita e della materia; dall'altra parte, la sensibilizzazione dell’opinione pubblica internazionale, tramite la diffusione di un “Manifesto For Women in Science”, che rende esplicite le principali azioni necessarie a promuovere la reale eguaglianza tra uomini e donne nella ricerca scientifica. Nella consapevolezza – assai cara all'UNESCO – che i pregiudizi hanno origine nella mente degli uomini ed è lì, in primo luogo, che essi devono essere combattuti e sconfitti.