Il Centro Studi sull’Economia Immobiliare di Tecnoborsa – Csei, ha voluto analizzare il tema della sicurezza nei condomini e nelle abitazioni degli italiani sotto la doppia specie del furto semplice e/o della rapina. Innanzi tutto, è risultato che la messa in sicurezza

dei condomini contro eventuali intrusioni di terzi ha incontrato un certo favore in oltre un decimo della popolazione che vive in questi comprensori, valore che aumenta specie nei grandi centri abitati.

Ma è sul fronte della sicurezza in casa propria che le famiglie italiane si sono volute tutelare maggiormente, eseguendo lavori che sono circa il doppio di quelli effettuati, per esempio, per le ristrutturazioni o il risparmio energetico.

Antifurto e porta blindata sono decisamente i primi presidi prescelti per difendersi dalle ansie e dai timori. Infatti, circa l‘80% delle famiglie teme molto o abbastanza furti e rapine in casa, mentre si aggira sul 70% chi teme danneggiamenti, per cui c’è circa un quarto degli intervistati che si è munito di una polizza assicurativa per recuperare almeno in parte gli eventuali danni.

Effettivamente, tali timori sono fondati poiché è risultato che questi eventi delittuosi sono stati subiti dal 26% delle oltre 2.000 famiglie campione dell’Indagine Tecnoborsa. Valter Giammaria, Presidente di Tecnoborsa ha affermato che: “Entrando nel merito dei dati, per quanto concerne gli interventi del condominio volti a garantire una maggior sicurezza dei suoi abitanti contro le intrusioni da terzi, è risultato che nell’11,2% dei casi sono stati presi provvedimenti in tal senso e la percentuale raggiunge il 13,5% nei grandi centri. Tra i principali provvedimenti adottati spicca l’installazione di telecamere di videosorveglianza”.

“Spostando l’analisi sulle famiglie che hanno eseguito lavori per la sicurezza all’interno della propria abitazione nel biennio 2014-2015 – ha continuato il Presidente – Tecnoborsa ha verificato che il 14% delle famiglie italiane ha adottato contromisure per difendersi da eventuali intrusioni in casa propria e, di questi, il 13,5% lo ha fatto nell’abitazione dove risiede abitualmente e il restante 0,5% in un altro immobile; invece, tra coloro che non hanno fatto interventi di questa natura il 71,1% non lo ha ritenuto necessario, il 9,2% vi ha rinunciato per motivi economici e il 6,1% si ripromette di farlo in un futuro prossimo”.

Gli abitanti delle grandi città del Nord-Ovest e del Centro sono sopra la media nazionale per quanto riguarda i lavori a protezione della propria dimora, mentre nel Nord-Est è alta la quota di coloro che pensano di difendersi meglio in futuro.

Rispetto all’ubicazione degli immobili dove sono stati eseguiti gli interventi mirati alla sicurezza il centro degli abitati sembrerebbe essere più sicuro e aver perciò richiesto meno interventi (19,4%), in confronto alle zone più esterne che vanno da un 24% circa a quasi il 30% nel semi-centro; un residuale 3% nel fuori città si spiega con il fatto che la domanda riguardava solo l’ultimo biennio e, molto probabilmente, tali immobili vengono muniti di sistemi di sicurezza fin dall’inizio perché isolati e, dunque, mediamente più vulnerabili.

Inoltre, il 17,4% delle famiglie che ha preso provvedimenti anti intrusione ha dichiarato che la propria zona era molto sicura, mentre ben il 56,4% l’ha definita abbastanza sicura; viceversa, il 21,7% la avverte come poco sicura e solo il restante 4,5% la ritiene  per niente sicura.

Entrando nel dettaglio dei lavori eseguiti a protezione della casa il 41,1% ha installato l’allarme antifurto e il 40% ha provveduto a blindare la porta; a seguire, ma con valori più che dimezzati, sono state adottate le telecamere (17,5%), le tapparelle metalliche con bloccaggi (16,7%) e le grate di protezione (14,8%); infine, un 8,5% si è affidato alla guardiania dei cani, un 4,4% ha installato una cassaforte e un residuale 1,9% lascia accese le luci all’interno e/o all’esterno della casa quando è assente.

L’Indagine Tecnoborsa 2016 ha ulteriormente approfondito il tema della sicurezza in casa – al di là dei lavori effettuati – sondando il sentiment delle famiglie riguardo i timori verso furti e rapine e verificando i danni effettivamente subiti.

Il Presidente Giammaria a tal riguardo ha dichiarato che: “Quanto alla paura di un furto in casa solo il 21% si dichiara poco preoccupato; di contro, il 31,8% è molto in pensiero e il 47,2% è alquanto preoccupato. Bisogna aggiungere che i furti sono molto temuti tra coloro che vivono nel Sud e nelle Isole del nostro Paese.

Invece, per quanto riguarda il timore di subire una rapina in casa la preoccupazione aumenta rispetto ai furti e, infatti, solo il 16,4% si sente poco minacciato, mentre il 46% è abbastanza in pena e il 37,6% è decisamente allarmato. Geograficamente tale paura è più diffusa nei piccoli centri del Nord-Ovest”.

Anche l’eventualità di subire danni nell’abitazione a seguito dell’intrusione di terzi genera una certa apprensione nelle famiglie, però il 26,5% si sente abbastanza sicuro, mentre il 25,9% è molto in pena e il 47,6% li teme in una certa misura.

Proprio per tutelarsi, almeno dal danno economico, il 24,2% delle famiglie italiane ha stipulato una polizza contro il furto, un valore ancora di molto inferiore alle reali paure  già viste. Tale percentuale, però, sale al 32,4% tra le famiglie con figli piccoli che vivono del Nord-Ovest.

Effettivamente, nella realtà dei fatti il 26% delle famiglie intervistate ha subito in passato almeno un furto in casa. Di questi, il 69,1% ha avuto il danno maggiore a causa dei beni asportati, mentre il 30,9% ha avuto la maggior perdita economica per i danneggiamenti riportati.