In Francia, le insolvenze delle imprese di taxi sono aumentate del 60% circa in un anno, passando da 141 casi a fine agosto 2015 a 224 a fine agosto 2016, cancellando in media 3,38 posti di lavoro. In Ile-de-France, tra il 2013 e il 2016 le insolvenze delle imprese di taxi sono aumentate del 135% e in Francia rappresentano

un quarto delle insolvenze totali del settore. Contemporaneamente, si evidenzia un’accelerazione delle creazioni di NCC, aumentate di ben sette volte dal 2013, raggiungendo i 14.404 imprenditori in un anno a fine agosto 2016 e 12.964 nuovi posti di lavoro. La regione parigina ha registrato l’incremento più forte (9,5 volte in più), con il 78% delle creazioni totali di autoveicoli con conducente in Francia (ad agosto 2016).

 

Mettendo a confronto le insolvenze delle imprese di taxi da un alto e le NCC dall’altro, i dati mostrano che l’arrivo di nuovi veicoli sul mercato copre ampiamente le insolvenze, e dopo soli tre anni, tempo considerato critico per un’azienda. A Parigi, il settore degli hotel tradizionali ha reagito in maniera meno negativa all’arrivo di Airbnb fino ai recenti attacchi

 

Nonostante l’arrivo di Airbnb sul mercato della capitale nel 2012, le insolvenze nel settore ricettivo sono fortemente diminuite, -58% tra il 2012 e il 2014; malgrado il numero di camere disponibili su Airbnb sia aumentato di ben oltre otto volte. Vista l’offerta alberghiera parigina insufficiente, questa disponibilità extra di camere è servita unicamente a colmare questa mancanza.

 

 Tuttavia, nel 2015 questa dinamica ha cominciato ad invertirsi, facendo bruscamente aumentare le insolvenze del settore degli hotel parigini del 117%. Gli attentati terroristici a Parigi di inizio e fine anno hanno fatto crollare le prenotazioni alberghiere della città, diminuite di circa 5 punti (tra giugno 2015 e giugno 2016), al contrario nello stesso periodo il traffico aereo è aumentato del 3%. Airbnb ha sicuramente sfruttato una parte di questo cambiamento, facendo moltiplicare la disponibilità di camere in un solo anno e superando le 55.000 a fine agosto 2016.

 

 Per contrastare tale pressione, il governo ha intenzione di regolamentare in maniera più rigida il funzionamento di queste piattaforme: tassazione sui redditi addizionali per le imprese di noleggio, limitazione del numero di giorni di affitto per la prima casa o ancora maggiore equilibrio tra le condizioni di accesso ai veicoli privati e ai taxi.

 

Un calo dell’offerta del 20% di NCC comporterebbe un aumento del tasso di disoccupazione di 0,15 punti. Questo nuovo quadro normativo mira tra le altre cose a ridurre l’offerta proposta dai conducenti di autoveicoli a noleggio. L’impatto in termini di occupazione potrebbe essere importante in Ile-de-France.

 

 Al fine di determinare se queste riforme siano positive o meno per l’economia, Coface ha creato un modello che spiega le conseguenze sul tasso di disoccupazione e sulla cancellazione delle NCC in Ile de France (unitamente al calo delle insolvenze dei taxi tradizionali).

 

 

 Se si considera l’effetto sulle società di taxi tradizionali, l’analisi evidenzia che un calo dell’offerta di NCC del 20% comporterebbe un aumento del tasso di disoccupazione di 0,15 punti. Quindi, più l’offerta diminuisce più l’impatto sulla disoccupazione sarà forte.