Si è conclusa la Giornata Mondiale delle Fiere “Think Global, Act Local: il valore delle Fiere Italiane”, il secondo appuntamento organizzato da AEFI-Associazione Esposizioni e Fiere Italiane presso la Sala del Tempio di Adriano della Camera di Commercio di Roma: un incontro di presentazione delle

realtà territoriali italiane agli operatori stranieri, alle ambasciate e al grande pubblico. Due importanti tavole rotonde hanno animato il ricco carnet di incontri volti a valorizzare il settore fieristico evidenziando l’impatto positivo sull’occupazione, le attività economiche, l’innovazione e gli investimenti locali.

Nel suo saluto, Lorenzo Tavaglianti, Presidente della CCIAA di Roma che ha ospitato l’evento nella propria sede, ha ricordato come la Giornata Mondiale delle Fiere sia un’occasione importante per il settore in un momento in cui il nostro Paese è alla ricerca di un nuovo posizionamento globale.

“Il legame fra le fiere e il territorio è sempre più importante”, ha detto Ines Aronadio, Dirigente dell’Ufficio Agroalimentare e vini dell’Agenzia ICE, con cui da anni AEFI collabora per la valorizzazione del Made in Italy.  Le fiere, infatti, sono un moltiplicatore per il territorio e uno strumento di evoluzione e in questo contesto il piano triennale del Governo per la promozione del Made in Italy prevede importanti contributi per l’internazionalizzazione.

Nel video messaggio introduttivo Benedetto Della Vedova - Sottosegretario di Stato per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale - ha evidenziato che l’internazionalizzazione è un tema fondamentale per la nostra economia, perché Fare fiera, per le nostre aziende oggi significa avere come obiettivo quello di andare all’estero e raggiungere nuovi mercati.

“Proprio per questo AEFI è da sempre molto attiva nelle iniziative volte all’internazionalizzazione delle fiere e delle aziende che vi partecipano - ha commentato in apertura dei lavori Ettore Riello, Presidente di AEFI. – Un lavoro costante, che come Associazione portiamo avanti da anni, con la convinzione che le fiere possano svolgere un ruolo fondamentale per rilanciare il nostro Paese e che rappresentino  una grande opportunità di crescita: una realtà vera, un volano per l’intero tessuto industriale del Paese da inserire a pieno titolo tra le leve strategiche della politica industriale italiana, soprattutto nel momento in cui la Brexit e le politiche protezionistiche degli USA rendono ancora più complesso il cammino del nostro Made in Italy”.

Ma agire sul territorio non significa non pensare in maniera globale: in quest’ottica infatti è stato ricordato come, negli ultimi anni, AEFI  abbia siglato diverse partnership con mercati strategici – Iran, Libano, Taiwan, India e AmCham Italy - oltre a uno specifico accordo con ICE Agenzia che nel primo biennio ha permesso di organizzare numerose iniziative e attività di incoming di delegazioni estere alle fiere in Italia, oltre all’avvio di una serie di attività di rappresentanza finalizzate al reclutamento di espositori esteri ai Saloni italiani.

 

In tema di diplomazia economica al servizio dell’internazionalizzazione, Carlo Formosa, Direttore Centrale per l’internazionalizzazione del sistema Paese e le autonomie territoriali del Ministero degli Affari Esteri, ha sottolineato l’importanza della collaborazione con coloro che possono coadiuvare lo sviluppo e i rapporti con i mercati strategici. Ha concluso i lavori Stefano Bonaccini, Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome spiegando che “tre assi, in particolare, possono contribuire alla crescita. Il primo è costituito dalla manifattura; pochi sanno che siamo i secondi in Europa, ma bisogna puntare sulla qualità tipica del made in Italy che è fondamentale per la crescita dell’export. Nel 2016 abbiamo registrato valori eccezionali. Bisogna proseguire su questa strada. Poi la cultura, ma con scelte strategiche sui Saperi, quindi su investimenti in Ricerca e Innovazione. Poi il turismo, fondamentale per rispondere alla crisi. E per questo sono convinto che le fiere possano rappresentare davvero un asset fondamentale puntando però su visioni di insieme, aggregazioni, alleanze e scommettendo sulla certificazione accreditata. È giunto il momento di favorire chi ha determinati standard di qualità quando si danno gli incentivi. Infine occorre lavorare ancora di più sul calendario delle fiere internazionali, evitando ogni genere di ‘cannibalismo’ che non fa bene al sistema paese”.