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Finalmente segnali di ripresa dal mercato del “mattone”. Dopo anni incerti, la casa torna ad essere il punto di riferimento degli italiani. Il numero delle compravendite è decisamente in crescita. L’anno 2016 si è concluso con 517.164 transazioni in tutta Italia, registrando un aumento del 20,3% rispetto al 2015.

Per il 2017 si prevede che il numero di transazioni sarà di 552.600, circa il 6,9% in più rispetto al 2016 e per il 2018 e 2019 si passerà rispettivamente a circa 579.750 e 612.300. Non sono ancora i numeri del 2006 e 2007 (numero compravendite di 845.050 e 806.000), ma fanno sperare in un futuro roseo.

L’unica nota dolente per i venditori italiani, salve poche città che sono stabili (es. Milano) o che hanno addirittura visto una crescita (es. Firenze, Bologna e Verona), è il calo dei prezzi di cui hanno risentito gli immobili e, in particolare, quelli localizzati fuori dalle città (0,8% nelle grandi città, 1,9% nei capoluoghi di provincia e l’1,2% nell’hinterland).

Un altro segnale che conferma un’impennata del mercato è la riduzione dei tempi di vendita che è passato dai 10 mesi ai 6/7 mesi, in particolare nelle grandi città dove c’è un maggiore allineamento dei prezzi tra la richiesta e quelli attuali di mercato.  

Milano è la città italiana che più di tutte guida la ripresa del settore immobiliare, per quanto riguarda il comparto residenziale, trainata sicuramente dalla scia positiva generata dal recente

Expo 2015, unitamente ad elementi positivi a livello nazionale quali il permanere di tassi di interesse particolarmente bassi, unitamente alle agevolazioni fiscali emanate dal governo - Legge di bilancio 2017. Secondo i dati Nomisma relativi all’anno 2016, si è registrato un aumento delle famiglie interessate all’acquisto, infatti nel primo trimestre 2016 ci sono state n. 4.804 compravendite, + 26% rispetto al 2015, nel secondo trimestre 6.150, + 29,7% rispetto al 2015.

Un altro dato molto interessante è l’incremento delle vendite per investimento, riscontrato sia nel 2016 che nel primo quadrimestre del 2017, dovuto sia al rendimento garantito dagli immobili (circa il 4,8% lordo) e sia alle agevolazioni fiscali vigenti”.

Ma chi sono gli acquirenti di oggi? L’acquirente che dimostra una maggior propensione all’acquisto ha un’età compresa tra i 35/44 anni (il 34,1%) e a seguire quelli sotto i 35 anni (30,5%), tra i 45/60 (24,4%) e infine i pensionati (11%).

 

L’acquisto è finalizzato prevalentemente come prima casa (76,5%) oppure per investimento (17,5%) o come casa vacanza (6%). Il 92,5% degli under 35 e il 61,5% degli over 55 compra per andarci a vivere.  Per investimento comprano coloro che stanno nella fascia tra i 35 e 55 anni, grazie alla maggiore capacità economica e solidità e quasi sempre privi di mutuo.