L’associazione italo-tedesca Italian Sounding e. V., nata anche per contrastare e impedire la commercializzazione e vendita di prodotti falsamente italiani, ha colpito ancora individuando e denunciando i produttori di pasta che esponevano alla Fiera Internazionale del Food di Anuga a Colonia

confezioni con le diciture “Milano”, “San Remo” e la bandiera dell’Italia, pur trattandosi di prodotti di origine africana. Italian Sounding e. V. rappresentato dai Presidenti Giandomenico Consalvo e Gabriele Graziano con l’avvocato di CBA Studio Legale e Tributario, München, Mattia Dalla Costa ha infatti ottenuto dal Tribunale di Colonia in sole 3 ore un provvedimento cautelare di urgenza. Risultato: Milano Pasta DMCC di Dubai (UAE) non può più vendere in tutto il territorio della Repubblica Federale Germania pasta la cui confezione abbia la designazione “Milano” e/o “San Remo”. In caso di violazione, ammenda fino a 250.000 euro.

L’associazione Italian Sounding e. V., costituita a Roma a febbraio 2015 dalla Camera di Commercio Italiana per la Germania di Francoforte e dalla Camera di Commercio Italo-Tedesca di Monaco-Stoccarda, Confagricoltura e da altri membri, tra cui Unioncamere, è impegnata nel contrastare e impedire la commercializzazione e vendita di prodotti che attraverso l’utilizzo di indicazioni geografiche, immagini e marchi, evocano l’Italia per promozionare e commercializzare prodotti non di origine italiana.

Il diritto tedesco, a differenza di quello italiano, non conosce una normativa specifica a favore del “Made in”. In casi di contraffazioni riguardanti le indicazioni di origine geografica protetta, la tutela è più facile perché esiste una normativa europea, mentre in situazioni come quella della pasta “Milano” il giudizio deve fondarsi soprattutto sui principi generali in materia di concorrenza sleale.”.

 

Il risultato si registra a margine della fiera tedesca di Anuga, la più importante rassegna al mondo dedicata al food & beverage, dove la “task force” dell’associazione Italian Sunding e.V. con gli Avvocati Mattia Dalla Costa e Rodolfo Dolce si è nuovamente data appuntamento per individuare i prodotti con denominazioni chiaramente evocative dell’Italia o made in Italy ma provenienza in alcun modo collegabile al nostro Paese.