Nella splendida cornice della biblioteca della Chiesa di Santa Maria dell’Anima a Roma, lo scorso 31 ottobre, si è tenuta una solenne cerimonia commemorativa in occasione delle celebrazioni ufficiali per il 500° anniversario della Riforma protestante, presenziata

dal Presidente emerito del  Bundestag,  Norbert  Lammert.
Esponente di spicco della CDU e cattolico impegnato, tra i politici tedeschi più brillanti e trasversalmente rispettati, Lammert è intervenuto recentemente alla Festa Ecumenica di Bochum, sua città natale, sottolineando l’importanza di proseguire nel percorso che avvicina i fedeli di confessioni diverse. “La religione” – ha ribadito – “non deve essere motivo di divisione”.  Hanno partecipato inoltre all’evento l’Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania Dr. Susanne Wasum-Rainer e il Rettore del Pontificio Istituto di Santa Maria dell’Anima Dr. Franz Xaver Brandmayr. Santa Maria dell'Anima è una delle chiese, fondata nel XIV secolo come oratorio dell'ospizio dei tedeschi, da secoli luogo di culto della comunità  germanica di Roma; sede naturale dunque  per questa ricorrenza che vide le sue origini il 31 ottobre 1517, quando Martin Lutero rese pubbliche le sue 95 tesi contro le indulgenze.

Il suo gesto diede inizio ad un movimento mondiale che le chiese battiste, luterane, metodiste e valdesi hanno celebrato quest’anno in tutto il mondo. La riforma ha infatti esercitato la sua influenza non solo in Germania, ma anche in Europa e in America, lasciando testimonianze anche nel resto del globo, non solo nell’ambito della Chiesa e della teologia, ma anche in quello della musica e dell’arte, dell’economia e del diritto, della lingua e della società. Se all’inizio Martin Lutero è stato a lungo utilizzato come simbolo della divisione dei protestanti dai cattolici, questo anniversario del 2017 ha dato al contrario particolare risalto agli elementi comuni con le altre chiese cristiane e a quelli che ormai sono diventati parte costituente della cultura moderna occidentale.

 

Quest’anno sono  inoltre cinquant’anni che si è aperto il dialogo internazionale tra luterani e cattolici sull’unità. I risultati ecumenici più significativi di questo processo si trovano nella “Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione”,  ufficialmente firmata nel 1999 dalla FLM e dalla chiesa cattolica, e accettata dal Consiglio metodista mondiale nel 2006. Questa dichiarazione pone fine al contenzioso fondamentale sulle verità della stessa dottrina, che erano il cuore della Riforma del XVI secolo. Questo passo decisivo, oltre a aprire una via verso l’unità delle chiese in Occidente,  ha anche permesso la celebrazione comune, tra protestanti e cattolici, dell’unico Signore della Chiesa. Anche in Italia la Riforma di Lutero ha lasciato dei segni. La presenza delle chiese evangeliche storiche e di quelle più giovani nel paese, ne sono la dimostrazione. Tolleranza, libertà di religione e rapporto tra Stato e Chiesa sono i temi per i quali soprattutto i protestanti nella società italiana s’impegnano. Per far conoscere agli Italiani Martin Lutero, la sua persona, la sua teologia ed il contesto storico nel quale la Riforma protestante ebbe inizio, è stata inaugurata lo scorso 10 ottobre una mostra nella stessa Chiesa di Santa Maria dell’Anima, e nell’ambito delle iniziative per ricordare questo anniversario, Papa Francesco ha ricevuto nel febbraio scorso il presidente della Conferenza episcopale tedesca, il cardinale Reinhard Marx, insieme al presidente della Chiesa evangelica tedesca, Heinrich Bedford-Strohm, esortando a inoltrarsi su “percorsi nuovi” verso la piena unità della fede.