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Si è tenuto a Roma, presso la Casa Internazionale delle donne, il seminario su "Disparità di genere e stereotipi nel mondo della comunicazione". L’evento, organizzato con la collaborazione dell’Ambasciata di Svezia e di Svenska Institutet,

aveva lo scopo di mettere a confronto esperienze italiane e svedesi su come combattere la discriminazione di genere, cambiando un immaginario culturale in cui le donne restano spesso in secondo piano e di come, mostrando l’uso normalizzato di stereotipi sessisti, si può rendere la comunicazione più consapevole ed egualitaria. La Svezia, da anni all’avanguardia su queste tematiche ha portato il suo prezioso contributo nell’autorevole contesto della Casa Internazionale delle donne dove, da anni si combatte per i diritti, per la salute, contro la violenza e per il lavoro delle donne. Una istituzione che nasce dalle rivendicazione femministe degli anni ’70 per la libertà, l’autodeterminazione e la differenza delle donne. Oggi nella “Casa” sono presenti oltre 30 associazioni che la gestiscono in totale autonomia. Un laboratorio dove si coniugano la politica di genere, l’incontro, le relazioni internazionali, la promozione dei diritti, la cultura e le esperienze prodotte dalle donne e per le donne. A introdurre la discussione è stata Maura Misiti, membro dell'IRPPS dal 1991 e che dagli anni '90 si occupa di questioni demografiche con un approccio di genere. Il suo intervento si è concentrato principalmente sulla questione della violenza contro le donne. La Misiti collabora con agenzie istituzionali e con attori della società civile in attività di divulgazione e sensibilizzazione, come il progetto "Ferite a morte" sul femminicidio. È coordinatrice di alcuni progetti, come DEA - Women in the Audiovisual Industry, per affrontare le disparità di genere nel settore cinematografico e audiovisivo. Nel 2018 ha guidato il progetto SVEGLIE che ha studiato e valutato l'impatto dei regolamenti e delle pratiche istituzionali introdotti negli ultimi anni ai fini del riequilibrio di genere in posizioni elettive e governative in collaborazione con la Presidenza del Dipartimento per le Riforme istituzionali del Consiglio dei Ministri. A seguire ha parlato Christina Knight, direttrice creativa dell’agenzia pubblicitaria svedese The amazing society, che lavora da più di trent’anni nell’industria pubblicitaria. La Knight, autrice di Mad women. A herstory of advertsing (Olika 2013), ha raccontato della sua missione per rendere l’industria più consapevole ed egualitaria, mostrando l’uso normalizzato di stereotipi sessisti, con le conseguenze negative per il pubblico, portando esempi di come invece sia possibile fare comunicazione pubblicitaria egualitaria e intelligente, richiamando l’attenzione del pubblico sul potere che abbiamo se scegliamo consapevolmente, premiando chi lavora con valori egualitari, e boicottando le aziende che perpetuando gli stereotipi sessisti. Ha concluso il seminario Livia Podestà, responsabile della comunicazione e delle pubbliche relazioni allo Swedish Institute di Stoccolma che nel 2011 ha fondato la sezione italiana di Equalisters, un’organizzazione che mira a ristabilire una corretta rappresentazione di genere nei mezzi di comunicazione. La Podestà ha raccontato altri esempi svedesi per una comunicazione più egualitaria, mostrando foto tratte dalla nuova guida realizzata dallo Swedish Institute “Images That Change The World”, ed esempi italiani tratti dai media. Ha concluso il suo intervento con una nota positiva, su come sia possibile cambiare la società grazie a una maggiore criticità e consapevolezza verso i media, le immagini e il linguaggio a cui siamo esposti.

Stefano Piermaria