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Si è svolta nel Porto di Ancona l’iniziativa “Moby Litter: disinquinare e proteggere il mare” nata dalla collaborazione fra Garbage Service S.r.l., azienda leader nel campo dei servizi ecologici portuali, attività di antinquinamento, disinquinamento e pulizia degli specchi acquei

e l’Università Politecnica delle Marche, da sempre impegnata nello studio dell’impatto dei contaminanti tradizionali ed emergenti in mare. L’evento organizzato in occasione di “Aspettando Sharper” (la Notte Europea dei Ricercatori in tutta Italia con più di 600 attività realizzate da oltre 4000 ricercatori) è stato sì occasione per gli intervenuti di visitare l’imbarcazione ecologica Pelikan, barca specializzata nella raccolta dei rifiuti marini, realizzata in partnership con il cantiere anconetano CPN, ma cosa ancor più importate, di ratificare una collaborazione, ormai decennale, fra Garbage Service e il mondo della ricerca. Proprio questo pomeriggio, infatti, è stato siglato un nuovo protocollo di intesa fra l’impresa anconetana e l’ateneo marchigiano.

Sono almeno 10 anni che la nostra azienda collabora con università ed istituti di ricerca – ha dichiarato Paolo Baldoni CEO di Garbage Service – e quale giorno migliore per firmare un nuovo protocollo d’intesa con l’Università Politecnica delle Marche se non alla vigilia della notte dei ricercatori? D’altronde sperimentazione e ricerca sono da sempre al centro delle attività della Garbage che fornisce servizi ad alto valore aggiunto nel campo del disinquinamento marino. Anche sullo stesso “Sistema Pelikan” il nostro compito rimane sempre quello di trasferire il know how tecnico scientifico all’armatore, mentre al CPN oneri ed onori per quanto concerne l’aspetto ingegneristico navale. Questa nuova partnership con l’università vuole suggellare quella che sarà la nostra strategia nel breve e medio periodo fatta di innovazione nel settore disinquinamento così che il Porto di Ancona possa diventare uno scalo green, all’avanguardia nell’applicazione delle nuove tecnologie eco compatibili, leader nel bacino del Mediterraneo. L’obiettivo è di raggiungere nel minor tempo possibile tecnologie fruibili atte alla salvaguardia del mare poiché, oggi come non mai, il tempo è un’esternalità negativa che può condizionare seriamente il prosieguo della vita in determinati ecosistemi. A testimonianza della sinergia tra ricerca e attività imprenditoriali, CPN sta realizzando uno scheletro di balena nominato Moby Litter che sarà, nei prossimi mesi, posto a Monte Dago davanti all’edificio di Scienze e verrà gradualmente riempito di plastiche”.