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In occasione della seconda edizione del “Sectorial Business Outlook”, il Presidente della Camera di Commercio Italo-Germanica (AHK Italien) Gerhard Dambach ha presentato presso la sede italiana del Gruppo Bosch i risultati della survey

condotta tra le aziende socie sulle prospettive di business per il 2020.

Le imprese che hanno partecipato al sondaggio, rappresentative di tutte le dimensioni aziendali e dei principali settori nei quali è attiva la business community italo-tedesca, guardano con prudenza al futuro. Se lo scorso anno la maggioranza giudicava le proprie prospettive in maniera decisamente positiva, l’atteggiamento prevalente è ora più neutro, con più della metà dei rispondenti che prevede una sostanziale stabilità della congiuntura economica e del proprio settore. Sebbene a livello di singola azienda i rispondenti si dicano più ottimisti circa le prospettive a breve termine e il 47% si aspetti una crescita del proprio business, emerge una cautela diffusa relativamente agli investimenti e al numero di dipendenti: è infatti oltre la metà delle imprese a prevedere che il livello di investimenti e il numero di addetti rimarranno stabili nel 2020.

Per quanto riguarda i fattori di rischio percepiti, le criticità principali sono legate alle scelte politico-economiche e alle eventuali ripercussioni in termini di calo della domanda. In linea con il trend degli ultimi anni, si conferma di grande rilievo anche la preoccupazione di non riuscire a reperire personale qualificato.

Le evidenze della survey sono state al centro di una tavola rotonda animata dalla prospettiva di quattro top manager di aziende leader dell'interscambio economico italo-tedesco: Radek Jelinek, Presidente di Mercedes-Benz in Italia, Marcella Montelatici, Amministratore Delegato di Trumpf Italia, Monica Poggio, Amministratore Delegato di Bayer Italia e Flavio Valeri, Chief Country Officer di Deutsche Bank in Italia.

A margine dei lavori, Jörg Buck, Consigliere Delegato della AHK Italien, ha commentato: «Le valutazioni espresse dalle nostre imprese sono dettate dalle dinamiche che stanno interessando l’economia italiana e tedesca: da un lato, gli effetti del rallentamento della Germania sulle aziende italiane lungo tutta la catena del valore, a riprova dell’interconnessione tra i nostri Paesi, dall’altro l’incertezza che caratterizza il contesto italiano a livello politico-economico. Anche a fronte di queste preoccupazioni, continuiamo a osservare ogni giorno due sistemi industriali resilienti e competitivi, sebbene gli effetti a lungo termine delle dinamiche in atto restino imprevedibili».