All’interno dell’eurozona, la Germania ha continuato a guidare l’espansione. Il Pil tedesco è cresciuto dell'1,6% nel secondo trimestre del 2021 rispetto al trimestre precedente. Il dato è stato rivisto al rialzo rispetto alla stima preliminare. Su base annuale il Pil tedesco è aumentato del 9,4%

Su base annua, la locomotiva tedesca si è espansa del 9,4% nel secondo trimestre, lasciando l'attività economica del 3,3% al di sotto dei livelli pre-crisi del quarto trimestre del 2019. L'economia tedesca è cresciuta invece dell'1,6% rispetto al trimestre precedente. Il dato è stato rivisto al rialzo rispetto alla stima preliminare.  Il consumo privato è cresciuto del 3,2% tra aprile e giugno, contribuendo per 1,6% punti percentuali alla crescita complessiva e spingendo il tasso di risparmio al 16,3%. Nel primo trimestre, quando negozi, bar e ristoranti sono rimasti chiusi, quel tasso ha toccato il massimo storico del 22%. I consumi pubblici si sono espansi dell'1,8%, contribuendo al tasso di crescita complessivo per lo 0,4%. La spesa statale per attutire l'impatto della crisi del coronavirus, finanziata con nuovi prestiti senza precedenti, ha creato un buco da un 80,9 miliardi di euro (95 miliardi di dollari) nelle finanze pubbliche nella prima metà dell'anno. In Francia, nel frattempo, l’espansione è rallentata toccando il valore più basso degli ultimi quattro mesi, indebolendosi ulteriormente rispetto al recente picco di giugno. La produzione industriale ha indicato il tasso più lento di incremento da febbraio, soggiogata dalle carenze, mentre l’espansione del terziario, sebbene abbia indicato il valore più forte tra i due settori, è rallentata ai minimi da aprile.Nel resto dell’eurozona la crescita è stata complessivamente la più rapida in 21 anni, accelerando leggermente rispetto a luglio e con il manifatturiero ed il terziario che hanno entrambi registrato elevati tassi di espansione.