Hanno vite piene di esperienze e puntano a una moda etica e consapevole: perché la sostenibilità non è un lusso. Sono 12 e provengono da ogni parte del mondo, dall’Italia al Pakistan, dal Congo agli Stati Uniti: gli stilisti della calzatura che partecipano all’edizione 2021 di Emerging Designers,

iniziativa di MICAM Milano che promuove i creativi internazionali del mondo dello shoes fashion, rappresentano una dimensione della moda innovativa, sostenibile e glocale. I Designer sono stati scelti da una giuria di esperti, molti hanno studiato in Italia o hanno trovato qui i materiali migliori per le loro creazioni, ma non mancano creativi che lavorano all’estero e traggono ispirazione da tradizioni da noi geograficamente lontane come quelle africane o indiane.  Le loro storie sono tutte differenti, unite però dalla volontà di emergere come designer e dalla capacità di raggiungere questo risultato muovendosi e facendo ricerca in ogni parte del mondo. Ma in comune hanno anche una visione nuova della moda, consapevole ed attenta all’ambiente e all’uomo.  Una vera svolta è rappresentata dai materiali utilizzati. Accanto alla vera pelle, molto spesso proveniente da filiere ecosostenibili, in Italia e all’estero, non mancano interessanti novità, tra cui la pelle di banana, o quella ottenuta dall’ananas o dal cactus. Alcune lavorazioni individuate, come quella della corteccia del banano, risalgono ad epoche precedenti l’invenzione della tessitura da parte dell’uomo e oggi sono patrimonio immateriale dell’UNESCO. Per molti la scelta è ricaduta sull’economia circolare, con cotone e poliestere riciclati da vestiti usati e bottiglie di plastica, pneumatici riciclati per la suola, legno riciclato per il tallone.

Alla ricerca di soluzioni sempre più sostenibili, questi designer si sono spesso ispirati dalle tradizioni del loro Paese di origine, oppure hanno studiato soluzioni alternative, ritrovandole nelle antiche lavorazioni. Ma la loro ricerca non si ferma ai materiali, perché in molti casi rimette in gioco anche chi, nel tempo, è diventato depositario delle tradizioni: dalle ricamatrici pakistane ai pellettieri del Brenta, dai laboratori del Burkina Faso a quelli, totalmente al femminile, presenti in Cina, la scelta si conferma quella di dare dignità alla persona e creare una calzatura dall’altissimo valore etico.