A fine luglio 2022 la quota degli italiani che si dichiaravano soddisfatti della propria condizione economica era del 51% (in diminuzione di 5 punti rispetto a maggio 2022) e, al contrario, si registra un aumento della quota di insoddisfatti (49% a luglio 2022 vs. 44% a maggio 2022),

secondo l’ultima rilevazione dell’Osservatorio Ipsos sull’inflazione I principali motivi alla basa dell’insoddisfazione dell’attuale situazione economica e finanziaria sono dati da: aumento del costo della vita: il 60% degli italiani dichiara di avere difficoltà a far quadrare tutti i conti; preoccupazione per il futuro: il 50% afferma di non avere risparmi o di non riuscire a risparmiare.

I prodotti alimentari rimangono la categoria di spesa in cui gli italiani registrano maggior rincari, infatti, l’81% dei nostri intervistati dichiara di aver percepiti ulteriori aumenti (vs. 74% a maggio). Al contempo, rispetto a maggio 2022, l’aumento dei prezzi percepito si è esteso a un numero più alto di categorie.

Le maggiori variazioni si registrano in: Prodotti per l'igiene della persona, in aumento del 39%.; Abbigliamento, calzature e accessori, in aumento del 34%; Bevande analcoliche, in aumento del 39%.; Prodotti per la bellezza (cosmetica/dermo-cosmetica), in aumento del 38%.

Servizi e tempo libero registrano dinamiche simili con incrementi di prezzo che riguardano, anche in questo caso, un numero maggiore di categorie. Nello specifico, rispetto a maggio 2022, gli italiani hanno percepiti ulteriori aumenti di prezzi in: Viaggi e vacanze, in aumento del 42%: Servizi finanziari, bancari e assicurativi, in aumento del 43%; ntertainment (musica, video, abbonamenti TV/internet), in aumento del 46%.

Con Shrinkflation si intende la pratica di ridurre il packaging e il contenuto dei prodotti, ma senza una relativa diminuzione di prezzo. Negli ultimi mesi, a oltre un consumatore su due è capitato di acquistare un prodotto e accorgersi che la quantità contenuta fosse inferiore a quella che immaginava o lasciava intuire il packaging, in particolare sugli acquisti abituali.

Il fenomeno della Shrinkflation, però, risulta essere non gradito ai consumatori italiani. Il 68% dichiara che preferirebbe avere una quantità invariata di prodotto con un adeguamento di prezzo e il 32%, invece, afferma di prediligere un prezzo invariato del prodotto con una riduzione della quantità.