La carenza delle materie prime, le politiche monetarie restrittive della FED e la complicazione della situazione sanitaria in Cina rappresentano i principali motivi per cui nel mese di Aprile abbiamo assistito ad un ribasso generalizzato dei mercati azionari. L’S&P 500 e l’Euro Stoxx 50 ora perdono

rispettivamente il -12 ed il -11,6% da inizio anno, mentre il Nasdaq sta cedendo oltre il -20%.  Focus su due segmenti per l'Healthcare,: le tecnologie mediche (o Medtech) e l’industria farmaceutica. Nel processo di investimento azionario, in uno scenario complesso come quello attuale, riteniamo fondamentale analizzare contestualmente I) la capacità di produzione dei profitti ed II) i relativi multipli di mercato. Nei grafici sono rappresentati rispettivamente in blu e in arancione. Da un lato vediamo come il settore Medtech, caratterizzato per essere “Growth" data la forte componente tecnologica, nell’ultimo periodo abbia subìto una significativa riduzione delle valutazioni di mercato, tornando a livelli più interessanti. Ora il rapporto P/E stimato a 12 mesi, ovvero il Price-Earnings ratio, si attesta a 20x, in linea con l’attuale 18x dell’S&P 500. Dati gli utili in costante crescita, inoltre, si ritiene che alcune aziende, nonostante la correzione degli ultimi mesi, siano ancora di elevata qualità. Un buon esempio è Sonova: il leader svizzero degli apparecchi acustici ha visto il prezzo delle azioni segnare un drawdown del -27% tra novembre 2021 e gennaio 2022, portando il P/E da 36x a 27x. Tuttavia le proiezioni sugli utili sono rimaste positive e dal minimo di Gennaio la quotazione azionaria sta recuperando. A fine Marzo, il Consiglio di amministrazione della società ha anche approvato un nuovo programma di buyback di CHF 1.5 miliardi di franchi svizzeri da implementarsi nei prossimi 36 mesi. Dall’altro lato, invece, il grafico relativo al settore farmaceutico mostra come le valutazioni risultino maggiormente compresse, con un P/E pari a circa 14x: questo si tratta, infatti, di un settore “Value” e difensivo che presenta al tempo stesso una buona crescita dei profitti. Il player statunitense Merck, ad esempio, nel primo trimestre 2022 ha battuto le stime degli analisti, con i ricavi generati dal farmaco antivirale contro il Covid, il molnupiravir, che rappresentano il 20% del totale. Ma non solo Covid, il modello di business dell’azienda produce valore anche da altre linee di attività: le vendite del Gardasil, il vaccino per la prevenzione del papilloma virus, sono cresciute del +59% su base annuale.