Il primo progetto in Italia di tecnoassistenza con monitoraggio quotidiano a casa del paziente anziano in ogni angolo delle Marche e la ripresa dei lavori a Camerano nel cantiere per la costruzione del nuovo Inrca. A 50 anni dal suo riconoscimento come Istituto nazionale di ricerca e cura dell’anziano,

l’Inrca di Ancona guarda al futuro con nuovi progetti all’avanguardia. Dei traguardi raggiunti e dei percorsi di innovazione intrapresi, si è parlato nel corso di una conferenza stampa.

I 50 anni dell’Inrca – ha detto il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli – meritano una degna celebrazione. Si tratta infatti di una tappa importante per un istituto che risiede nelle Marche, ad Ancona. Figlio di una storia nata qui da un antico ospizio per gli anziani più poveri si è trasformato in un importante centro di ricovero, cura, sperimentazione e ricerca per quel che riguarda il problema dei problemi che è l’invecchiamento. Si può vivere a lungo, abbiamo tanti ultracentenari in Italia e nelle Marche, ma bisogna anche vivere bene. Per farlo sono necessari quegli strumenti di salute che possono accompagnarci nei nostri bisogni, da quelli in casa a quelli più complessi che presuppongono interventi e operazioni. L’Inrca oggi ha una attività importante dal punto di vista dei ricoveri e della ricerca ed è sempre più un punto di riferimento a livello regionale per le parti più avanzate e sperimentali. L’Istituto lavora infatti su un progetto importante come quello della telemedicina e tecnoassistenza che permette anche a chi abita nelle zone più remote della regione di essere costantemente monitorato dall’Inrca. Quindi 50 anni da ripercorrere con uno sguardo grato rivolto a chi ha costruito questa realtà, ma anche con lo sguardo rivolto al futuro di chi sa che, affrontando il tema dell’invecchiamento e dell’anziano, si possono costruire risposte importanti per i cittadini delle Marche e del nostro Paese”.

In Italia – ha proseguito il presidente dell’Inrca Roberto Bernabei - contiamo 17mila ultracentenari. All’inizio del secolo scorso erano 40. Di questi, 1000 hanno 105 anni e 20 oltre i 110. Le Marche in questo contesto sono la regione più longeva d’Italia. Con questi dati è facile capire l’importanza dell’Inrca non solo come azienda sanitaria, ma come Istituto di ricerca e cura, meno sclerotico di un’Accademia, perché capace di adattarsi con maggior facilità e meno cavilli, all’evoluzione dei tempi. L’Inrca è un tesoro delle Marche che deve essere difeso nel suo ruolo di avanguardia in Italia nella assistenza di quegli anziani che hanno costruito il benessere nel nostro Paese e che oggi meritano ogni cura. Con la Regione abbiamo una perfetta unità di intenti in questo senso”.

La cerimonia ufficiale per i 50 anni dell’Inrca si terrà il 19 ottobre prossimo. Nell’occasione i cittadini potranno effettuare un “longevity check up” in uno stand in piazza Roma ad Ancona. Invitati inoltre come relatori Luigi Ferrucci, ex dipendente Inrca e oggi direttore dell’Istituto Nazionale per l’Invecchiamento negli Stati Uniti e Ezio Giacobini massimo esperto mondiale di Alzheimer.