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Le tecnologie sono in costante evoluzione e giocano un ruolo determinante nello sviluppo dei mercati. Una delle industrie al centro di questa rivoluzione è rappresentata dalla salute, dove il digitale sta stimolando delle profonde riflessioni per l’intero ecosistema.

Il punto di partenza di questa rivoluzione è rappresentato dal consumatore sempre connesso e dall’ibridazione delle esperienze vissute dagli utenti in altri contesti: social network, app, chatbot, smart home e dispositivi wearable sono solo alcuni esempi delle nuove modalità di interazione tra l’azienda e il consumatore.

In Italia, dove la penetrazione di Internet ha raggiunto il 73% con un totale di 43 milioni di utenti attivi, i cittadini adottano oggi comportamenti digitali anche in ambito sanitario: nel 2017 il 32% degli italiani ha utilizzato servizi digitali per raccogliere informazioni sulle strutture sanitarie, il 22% per prenotare servizi come il check-up, mentre il 18% lo ha fatto per controllare referti medici o ricevere promemoria su visite mediche; solo l'11% dei cittadini ha, invece, utilizzato strumenti digitali per pagare servizi sanitari.

Le nuove modalità di relazione con il consumatore/paziente e le prospettive evolutive dei servizi legati alla salute impongono una profonda riflessione agli attori che operano in questo settore: dalle aziende ospedaliere alle case farmaceutiche, dalla Pubblica Amministrazione alle farmacie. Queste riflessioni sono quanto mai cruciali se, oltre alle richieste della domanda, si considera anche l’incremento registrato ogni anno nella spesa pubblica, che nel 2017 ha raggiunto quasi 153 mln di euro, con un impatto sul PIL pari al 9%.