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In occasione dell’evento promosso a Bologna presso FICO dalla Grant Thornton - network mondiale di revisione e consulenza, presente in 131 nazioni con 52.000 professionisti - e che ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Augusta Iannini, Vice Presidente dell’Autorità Garante,

e di Marco Menegazzo, Comandante del Nucleo Speciale Privacy della Guardia di Finanza, Francesco Pastore, Amministratore Delegato di Grant Thornton Consultants, commenta i dati dell’Osservatorio Information Security & Privacy della School of Management del Politecnico di Milano, sulla base di analisi di Grant Thornton Consultants.

L’entrata in vigore del GDPR (General Data Protection Regulation) ha portato le aziende italiane a investire nei nuovi sistemi di sicurezza vista anche l’esponenziale crescita delle cyber minacce presenti sul web come la truffa, l’estorsione, lo spionaggio e l’interruzione di servizio. I principali obiettivi di questi attacchi sono account email, social, portali eCommerce e siti web. Il mercato italiano delle soluzioni di information security & privacy è in continua crescita, 9% in più rispetto al 2018, raggiungendo il valore di 1,19 miliardi di euro. Crescita raggiunta soprattutto grazie alle grandi imprese, che ricoprono il 75% degli investimenti concentrati sugli adeguamenti al GDPR e sui componenti di sicurezza più tradizionali come Network Security, Business Continuity & Disaster Recovery, Endpoint Security”.

Interessante notare – aggiunge Francesco Pastore - che quasi un’impresa su quattro ha già completato il processo di adeguamento al GDPR”.

Con la crescita di questi investimenti aumentano anche nuove figure professionali come quella del Data Protection Officer, oggi presente nel 71% delle imprese e quella del Chief Information Security Officer (59%). In aumento è anche l’attenzione per nuove tecnologie come l’Artificial Intelligence, considerata una minaccia da appena il 14% delle imprese, mentre il 40% già la impiega per prevenire potenziali minacce e frodi e gestire la risposta a incidenti di sicurezza. L’adeguamento al GDPR risulta essere un altro dato interessante della ricerca; il 23% delle imprese è già conforme ai requisiti del GDPR, mentre il 59% ha ancora in corso progetti strutturati di adeguamento. Inoltre due aziende su tre (67%) prevedono un budget anche per le attività di mantenimento dei progetti di adeguamento normativo, come gli audit periodici, la revisione del registro dei trattamenti e l’aggiornamento delle procedure e delle tecnologie di sicurezza.