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I Premi svizzeri di letteratura 2019 sono stati attribuiti a sette autori, di cui tre hanno un particolare legame con l'Italia.

Alexandre Hmine: La chiave nel latte (gabriele Capelli Editore). L'autore è nato a Lugano nel 1976,

vive e lavora in Ticino e si è laureato in lettere all’Università di Pavia, ha collaborato con la RSI e il settimanale “Azione”. Dal 2004 insegna italiano nelle scuole superiori del Cantone e dal 2011, presso il Liceo Cantonale 1 di Lugano.

Anna Ruchat: Gli anni di nettuno sulla terra (edizioni Ibis). L'autrice è nata a Zurigo nel 1959. Ha studiato filosofia e letteratura tedesca tra la sua città natale e Pavia. I suoi esordi letterari sono legati alla traduzione, in particolare quella di Il respiro e Il freddo di Thomas Bernhard, editi da Adelphi. Vive a Pavia.

Christina Viragh: Eine dieser Nächte (edizioni Dörlemann). L'autrice, nata nel 1953 a Budapest, si trasferisce a Lucerna a sette anni. Dopo la laurea in filosofia e letteratura, inizia negli anni 1980 la sua carriera come scrittrice e traduttrice. È membro della Deutsche Akademie für Sprache und Dichtung, per la quale corrisponde da Roma, dove vive attualmente.