Se nel Regno Unito una delle notizie della settimana riguarda l’apertura all’educazione LGBT già a partire dalle scuole elementari, da noi la categoria in questione vede ancora come un miraggio la parità

dei diritti e delle opportunità in tutti i settori socio- economici che muovono il paese.

Quindi è consigliabile oppure no fare comunig out? Con quali modalità e tempistiche? 

Lo spiega Roberto D’Incau, headhunter & coach, con un background culturale e professionale internazionale e fondatore di Lang&Partners, una delle più prestigiose società di consulenza HR italiane, che trova fra le sue pietre miliari proprio la diversity & inclusion, intesa come modo di essere e di intendere il business. Roberto D’Incau è stato, infatti, tra i primi a parlare di questa tematica, dove la diversità e l’inclusione rappresentano un ulteriore mezzo per aiutare le aziende a rafforzare il proprio business ed avere un tasso maggiore di innovazione per affrontare i mercati globali.

 

Capire bene qual ‘ il clima aziendale : sono permesse battute sgradevoli e barzellette discriminatorie?  Allora fai attenzione, è un’azienda poco attenta a questi temi, meglio stare schisci.

Capisci se la tua azienda ha una policy esplicita anti discriminazioni: ad esempio quasi 60 aziende, tra cui Lang&Partners, aderiscono a Parks, www.parksdiversity.eu. Certamente, tutte queste sono aziende dove non sarai discriminato, perché al contrario valorizzano la diversity.

Una volta deciso di fare coming out, scegli una persona che sia gay o alleata (gay friendly) per rompere il ghiaccio e cominciare a discuterne.

Pianificare bene a chi dirlo, come, e quando: lasciare le cose al caso rende il tutto più stressante.

Puoi prendere spunto da una news, o un fatto di cronaca: ad esempio il gay pride in corso, o un altro fatto da usare come “appiglio” può aiutarti.

Le prime persone cui parlarne sono i colleghi diretti e il proprio capo: sono le persone con cui si passa più tempo e con cui è più opportuno creare un rapporto franco e diretto. Parlarne one to one. E’ più facile parlare a una persona che a un gruppo.

Non appesantire troppo: cerca di renderla una cosa naturale, come in effetti è, basta dire “Questo week end sono stato al lago col mio compagno”. Less is more, come spesso accade.

E’ importante farlo solo quando si è pronti (mai ahime al 100%, un po’ di stress c’è sempre), quando si ha acquisito una certa naturalezza sul tema.

Infine, sarà normale sentirsi un po’ nervosi, soprattutto se non lo si è mai fatto prima, per qualche buona ragione: sarai però stupito dalla naturalezza con cui verrà recepito il tuo discorso. Non tutti apprezzeranno, forse, ma come sempre non si può avere l’approvazione di tutti.

Ricordati, infine, che se le cose dovessero andare veramente male, e tu dovessi essere discriminato per il tuo orientamento sessuale, la legge italiana ti tutela pienamente; non tacere, parlane con un avvocato o con una associazione, che ti aiuterà a tutelare i tuoi diritti.