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Per promuovere una corretta informazione e un’adeguata attività preventiva, Onda dà via a un progetto per fotografare l’atteggiamento di queste comunità rispetto all’HIV e studiare interventi di sensibilizzazione specifici.

Le malattie a trasmissione sessuale, in particolare l’HIV, sono note tra la popolazione latinoamericana di lingua spagnola residente in Italia, soprattutto alle donne, anche se la conoscenza in merito è superficiale; è comunque evidente il bisogno e il desiderio di ricevere più informazioni”, dichiara Francesca Merzagora, Presidente di Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere a commento dell’indagine conoscitiva “HIV: consapevolezza e prevenzione nelle comunità sudamericane” condotta da Elma Research per conto dell’Osservatorio su un campione di 218 persone (di cui 59% donne e 41% uomini), provenienti da Bolivia, Cuba, Ecuador, El Salvador, Perù e Repubblica Domenicana, nell’ambito di una campagna pensata per le comunità ispaniche provenienti dal Centro-Sud America e residenti in Italia per la prevenzione e la lotta contro l’infezione da Hiv. Il progetto è stato premiato e sostenuto nell’ambito del Community Award Program 2018, un bando di concorso promosso da Gilead Sciences per selezionare e premiare i migliori progetti proposti da associazioni pazienti e organizzazioni no profit italiane.

I dati dell’indagine di Onda mostrano che il 94% degli uomini e il 98% delle donne sanno che HIV/AIDS rientrano nelle malattie sessualmente trasmissibili, ma solo 1 individuo su 5 dichiara di essere adeguatamente informato sull’infezione e sulla malattia. Le conoscenze, infatti, si limitano al tema del contagio e rimangono profondamente lacunose in merito agli aspetti clinici della malattia. In particolare, circa una persona su due non sa che l’infezione da HIV può degenerare e diventare AIDS e che sia l’infezione che la malattia possono non presentare sintomi evidenti; ben 1 donna su 4 non sa che la pillola anticoncezionale non protegge dall’HIV/AIDS. Le donne temono l’infezione in misura maggiore (77% contro il 61% degli uomini dichiara che sarebbe preoccupata se scoprisse di aver contratto l’HIV), ma entrambi i sessi ritengono remota la possibilità di contrarla (55% e 61%).

Per quanto riguarda la prevenzione, invece, oltre i due terzi degli intervistati riconoscono l’importanza del preservativo come unico strumento di protezione per le malattie sessualmente trasmissibili. Tuttavia, tra coloro che dichiarano di aver avuto rapporti occasionali nell’ultimo anno (3 su 10), la metà ammette di non aver usato il preservativo. Più uomini che donne (73% contro 64%) sostengono che ci siano svantaggi nel suo utilizzo, soprattutto legati alla riduzione della sensibilità, al piacere compromesso e al costo eccessivo, ma nel complesso un terzo degli intervistati si dimostra a favore del suo impiego. Ben il 21% delle donne preferisce non impiegarlo e il 16% ha timore a richiederlo al proprio compagno.

All’interno della famiglia la prevenzione attraverso il dialogo con i propri figli sugli aspetti della sessualità resta però un tabù: solo nella metà dei casi viene affrontato il tema. Alla donna è riconosciuto un ruolo centrale all’interno della famiglia in merito alla gestione degli aspetti che riguardano la salute e la prevenzione.

All’esterno della famiglia i canali principali attraverso cui si reperiscono informazioni sulla malattia sono la scuola (37% degli uomini e 47% delle donne), i racconti di amici e conoscenti (37% e 36%) e la Tv (33%); d'altronde quasi il 70% degli intervistati vorrebbe maggiori informazioni.