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Largo agli Innovation Manager nelle piccole e medie imprese italiane. Una grossa spinta alla trasformazione tecnologica e digitale del nostro tessuto produttivo è arrivata il 1° luglio 2019, data della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto 7 maggio 2019

del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), che stanzia complessivamente 75 milioni di euro in tre anni sotto forma di voucher. Ciascuna PMI potrà chiedere un massimo di 40mila euro per coprire fino al 50% del costo delle consulenze fornite da un Innovation Manager, per un periodo limitato ma non inferiore ai 9 mesi.

Con la pubblicazione del decreto del 29 luglio è il MISE ha definito anche le modalità per iscriversi all’albo dei professionisti e delle società di consulenza. Dal 27 settembre al 25 ottobre, attraverso una piattaforma informativa, i manager qualificati e le società di consulenza potranno quindi presentare la domanda di iscrizione all’elenco degli Innovation Manager. L’attesa è che i nuovi iscritti all’elenco siano circa 10.000.

A questo punto tanti titolari di PMI potranno sentirsi confusi da questo vortice di cambiamento, proprio come accadeva un decennio fa di fronte al proliferare di professionisti del digitale. “L’innovation manager è la figura che esplora e valuta le opportunità di innovazione, per poi incaricarsi dello scouting e della selezione di potenziali partner, come startup e centri di ricerca”, spiega Andrea Bellucci, Business Innovation Manager e Presidente di Stargate Consulting, società che affianca le imprese nello sviluppo di processi di innovazione profittevole e forma i futuri Innovation Manager. “La sua capacità più rilevante, però, è la leadership: un valido innovation manager infatti è in grado di introdurre nuove metodologie e accompagnare il cambiamento culturale, anche scontrandosi con la sindrome del ‘si è sempre fatto così’”.