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Conclusa la fase sperimentale,  eCall Privato, servizio tecnologico di allerta per garantire un soccorso sanitario urgente agli automobilisti coinvolti in incidenti stradali, diventa un progetto sistemico sul territorio italiano, grazie al rinnovo dell’accordo

tra Areu (Agenzia Regionale Emergenza Urgenza) e Tsp Association, organizzazione aderente a Confindustria Digitale, che riunisce i principali Telematics Service Providers. L’ accordo, che regola l’accesso ai servizi di chiamata di emergenza erogati dalla Centrale Unica di Risposta del 112, di concerto con il Mise, consentirà ad Areu l’instradamento, in tempi ristrettissimi, delle richieste di intervento di emergenza sanitaria alla centrale di pronto soccorso più vicina al sinistro.

L’iniziativa italiana, partita in via sperimentale a maggio 2017, ha anticipato addirittura l’entrata in servizio dell’eCall europeo, sistema diventato obbligatorio, come noto, su tutti i nuovi modelli di auto omologati a partire dal 1° aprile 2018, che tuttavia saranno sul mercato solo nei prossimi anni. In Italia, grazie a quest’accordo, il servizio di eCall potrà essere erogato a tutti i veicoli in circolazione, purché dotati di una blackbox in grado di trasmettere un allarme automatico in caso di incidente . Il sistema può essere attivato anche manualmente, in caso di necessità, attraverso un pulsante di emergenza quando presente.

Ma come funziona in pratica l’eCall Privato? In caso di incidente, la blackbox invia un allarme alla Centrale Operativa del Telematics Service Provider  che è in grado, grazie alla presenza del GPS, accelerometro e modulo di comunicazione GSM/GPRS, di raccogliere tutte le informazioni necessarie (posizione del veicolo, descrizione dell’emergenza, presenza di feriti, recapito telefonico, ulteriori informazioni rilevanti per le organizzazioni di emergenza) e verificare l’effettiva necessità di un intervento di soccorso. Tutte le informazioni utili  vengono poi  tempestivamente trasferite ad AREU secondo un protocollo concordato tra le parti. Quest’attività è fondamentale per dare la giusta priorità alle chiamate di emergenza. Nel biennio della sperimentazione 2018-2019 sono state gestite e filtrate in tale modalità oltre 800 mila segnalazioni e, di queste, soltanto l’1 per mille, pari a 80 segnalazioni, è stato inviato, dopo la validazione, all’AREU per l’avvio delle procedure di soccorso.

Lo sforzo tecnologico e operativo messo in campo in questi ultimi tre anni dagli associati di TSP Association, nell’ambito della sperimentazione del cosiddetto “eCall Privato”, è stato ripagato con un successo superiore alle aspettative” commenta  Sergio Tusa, Presidente di TSP Association, che continua: “Laddove la rapidità dell’arrivo dei soccorsi può contribuire a ridurre i rischi e salvare delle vite umane, il sistema ‘private eCall’, che coniuga l'IoT con tecnologie elettroniche dotate di GPS, ha un impatto sociale di enorme rilevanza e pone l’Italia all’avanguardia nel mondo in questo tipo di servizi grazie all’utilizzo delle tecnologie di telematica applicate ai veicoli.”

L’accordo coinvolge le aziende associate Viasat, Vodafone Automotive, Europ Assistance Italia, LoJack Italia, Multiprotexion, Way, Generali Jeniot, IMA Italia Assistance e TIM. Il numero dei veicoli, ad oggi gestiti in Italia dalle aziende coinvolte, è di oltre 3 milioni, un numero in costante crescita, grazie all’ampio diffondersi delle tecnologie per l’auto connessa.