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Laura Delli Colli: “La grandezza della semplicità in un genio musicale assoluto”. Antonio Monda: “Inconcepibile vedere alcuni film senza apprezzare ed esaltarsi per la sua musica” Piera Detassis: "Addio a Ennio Morricone, al più grande”.
Ennio Morricone, la grandezza della semplicità in un genio musicale assoluto – ha detto Laura Delli Colli, presidente della Fondazione Cinema per Roma – Ne ricordiamo, con il talento, l'amore per una musica straordinaria e insieme popolare che è stata, con la moglie Maria, la ragione della sua vita. Ci lascia una miniera di note che sono la colonna musicale di un cinema che continuerà, grazie alla sua musica, ad essere amato da intere generazioni. Grazie, Maestro”.
Ennio Morricone è stato un genio della musica e un genio del cinema – ha dichiarato Antonio Monda, direttore artistico della Festa del Cinema – È inconcepibile vedere alcuni film senza apprezzare ed esaltarsi per la sua musica. Parliamo di film di grandissimi registi, il pantheon del cinema mondiale deve enormemente a Morricone. Ricordo alcuni elementi personali che ho avuto modo di conoscere frequentandolo e lavorando con lui. Il primo riguarda la sua passione ma anche la sua grandissima competenza per gli scacchi, giustamente si vantava di aver pattato una volta con Boris Spassky, la seconda passione era quella per la Roma, era un tifoso di calcio accanito e anche spiritosissimo, la terza è per la città di Roma, è stato sempre romano, orgogliosamente romano, legato profondamente alle sue radici anche quando il successo straordinario lo ha portato in giro per il mondo”.
Piera Detassis, Presidente e Direttore Artistico dell'Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello:  "Addio a Ennio Morricone, al più grande, all’opera di un musicista che ha attraversato tutto, la composizione sinfonica, la sperimentazione, l’assoluta novità, quella per cui ha riscritto e reinventato la musica per film, tra orchestrazione e uso strumentale della voce. È rimasto nell’immaginario cinematografico di tutti noi grazie alle note scritte per il grandissimo Sergio Leone e poi per Giuseppe Tornatore, una lunga giovanissima carriera che l’ha fatto arrivare a Tarantino, suo grande fan, e all'Oscar per The Hateful Eight, dopo quello onorario. Il David l’ha molto premiato e ‘mai per un film di Sergio’, scherzava un po’ severo al nostro ultimo incontro, dove ha ricordato pubblicamente con affetto vero Gian Luigi Rondi. L’ultima statuetta da parte dell’Accademia gli è stata consegnata nel 2013 per La miglior offerta e nel palmares c’è anche un David Speciale per il cinquantenario.