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Nella fase 2, il 99% delle imprese che hanno ripreso l’attività dopo il lockdown ha adottato un protocollo sulla sicurezza Covid19 che definisse le regole per il rientro al lavoro (dalla distanza fisica alle misure igieniche, dalle politiche di accesso ai luoghi di lavoro

ai piani di emergenza). In quasi metà dei casi hanno optato per un protocollo aziendale, che permettesse di adattare le regole alle esigenze della propria realtà, in 4 su 10 si sono adeguate a quello previsto a livello nazionale. Dati che testimoniano la volontà delle aziende italiane di ripartire in sicurezza dopo l’emergenza Coronavirus, anche se non mancano i problemi nell’applicazione concreta dei protocolli: il 64% delle imprese ha avuto difficoltà a reperire dispositivi di protezione individuale come mascherine, guanti o occhiali; oltre metà si trova ad affrontare un aumento dei costi. E non tutte le aziende hanno accompagnato le nuove regole con piani di formazione dedicati.

Sono i risultati dell’indagine condotta da Randstad N.V., The Adecco Group e ManpowerGroup su oltre 1000 imprese di diversi settori economici con sede in tutta Italia per misurare l’introduzione di protocolli di sicurezza e verificarne l’applicazione. Randstad N.V., The Adecco Group e ManpowerGroup, aziende leader nel settore delle risorse umane a livello globale, infatti, hanno dato vita ad un’alleanza per favorire il rientro al lavoro in sicurezza post lockdown e mettere a disposizione il proprio know how per la ripartenza. Attraverso la raccolta e la condivisione di buone pratiche, i tre player stanno supportando istituzioni e aziende per attivare procedure già esistenti a livello globale, con un’attività di promozione e sensibilizzazione di supporto alle imprese per rendere i protocolli e le politiche aziendali in linea con le migliori esperienze a livello mondiale, aiutando nel contempo i lavoratori ad affrontare il rientro sui luoghi di lavoro in piena sicurezza.

Dall’indagine, condotta tra il 17 e il 21 giugno su un campione di aziende clienti delle tre agenzie per il lavoro, emerge che il 79% ha ripreso completamente l’attività nella fase 2 e, di queste, solo una strettissima minoranza (l’1%) non ha adottato alcun protocollo sulla sicurezza Covid19. Nello specifico, il 46% delle imprese ha optato per un protocollo aziendale, il 39% per uno nazionale. In minor misura, il 7% ha scelto il protocollo di settore, il 5% il protocollo territoriale, l’1% si è affidato ad altre procedure.

Analizzando le risposte per area del Paese, settore e dimensione d’impresa, emergono alcune differenze significative. I protocolli aziendali hanno una maggiore incidenza nel Sud Italia, dove sono applicati dal 60% delle attività, mentre quelli nazionali risultano particolarmente diffusi nel commercio, anche per la limitata dimensione di molte imprese del settore. Non a caso, i protocolli aziendali (che richiedono più investimenti e adeguata organizzazione) sono la grande maggioranza nelle realtà con oltre 500 dipendenti.

Nell’applicazione concreta dei protocolli, però, non mancano le difficoltà. Il 64% delle aziende lamenta problemi nel reperire i dispositivi di protezione individuale e il 55% un incremento dei costi per l’adeguamento alle disposizioni. Solo una minoranza (8%) ha avuto difficoltà nella condivisione delle regole con i dipendenti. I problemi nel far fronte al fabbisogno di mascherine e altri strumenti di protezione si evidenziano in particolare tra le aziende dell’industria e quelle del Sud Italia, mentre sono meno sentiti nelle grandi aziende con oltre i 1000 dipendenti che possano vantare migliori capacità di approvvigionamento.

Per rientrare al lavoro in piena sicurezza non basta un protocollo, è necessario che i lavoratori ne conoscano nel dettaglio le regole. Il 69% delle aziende italiane ha introdotto piani di formazione per la sicurezza Covid19, con una copertura abbastanza trasversale per aree, settori e dimensione aziendale. Una buona incidenza, anche se è auspicabile un’ulteriore espansione dei programmi di training sulle nuove procedure perché il rientro al lavoro possa davvero essere produttivo e sicuro.