Stampa

Decine di migliaia di bambini nell'Africa subsahariana sono stati costretti a lasciare la scuola o hanno visto ritardare l'inizio del loro anno scolastico dopo che pesanti inondazioni li hanno costretti a lasciare le loro case e hanno distrutto le loro aule. Lo sostiene Save the Children,

l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro. L'Organizzazione sta esortando i governi a intensificare i lavori di riparazione nelle scuole e a fornire aule temporanee per i bambini che sono dovuti fuggire in modo che, all'impatto devastante del COVID-19 sulla loro istruzione, non si aggiunga questo ulteriore ostacolo. I governi devono anche urgentemente creare alloggi alternativi per le famiglie che si sono rifugiate nelle scuole. Più di 1,2 milioni di persone, tra cui circa 600.000 bambini, sono stati colpiti da inondazioni in oltre una dozzina di Paesi tra agosto e l'inizio di settembre. Centinaia di persone sono morte, centinaia di migliaia sono rimaste senza casa e i raccolti sono stati distrutti. Le recenti inondazioni in Nigeria e Guinea hanno costretto ancora più persone ad abbandonare le loro case e più bambini a lasciare la scuola. Molte scuole in tutta la regione non sono più utilizzate perché sono state allagate, distrutte o utilizzate come rifugi. Solo in Sudan e Niger, 116 scuole sono state danneggiate negli ultimi due mesi. Prima della crisi del COVID-19, l'Africa subsahariana aveva già i più alti tassi di esclusione dall'istruzione, con oltre un quinto dei bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni che non frequentavano le lezioni. Le inondazioni significano ulteriori ostacoli all'istruzione, in aree in cui l'aumento della fame, i conflitti in corso e l'impatto della pandemia di COVID-19 hanno già influenzato l'apprendimento dei bambini. I Paesi di tutta la regione miravano a riaprire le scuole a settembre per la prima volta dopo la pandemia, ma le inondazioni lo hanno impedito. In Sudan il governo ha annunciato la chiusura delle scuole per altri due mesi, in Niger le scuole non potranno aprire fino a metà ottobre. In risposta alle inondazioni, Save the Children sta supportando i bambini e le loro famiglie con assistenza sanitaria, alimentare e cure mediche. L'Organizzazione sta anche fornendo supporto educativo, potenziando la purificazione dell'acqua e fornendo kit per la casa alle famiglie che hanno perso tutto.