Il post emergenza Covid-19 apre nuovi scenari per la strategia aziendale, grazie all'accelerazione di numerosi cambiamenti che erano già in atto prima della pandemia e che in un anno si sono consolidati nell'azienda del

futuro. Il Covid-19 ha imposto alle aziende nuovi modelli organizzativi, in molti casi da strutturare da un giorno all'altro e perfezionati in corso d'opera. E già, perché le aziende italiane non erano ancora pronte allo smart working e la cultura aziendale non era ancora così sviluppata, poiché l'attenzione al benessere del team non è ancora così al centro delle dinamiche aziendali, come succede in altre nazioni europee.

L'impresa, indipendentemente dal settore, era ancora focalizzata su un sistema esclusivamente verticale che spesso basava la propria operatività sul fattore tempo, senza considerare la variabilità dei progetti e il crescente bisogno di flessibilità indotto anche da stili di vita completamente differenti rispetto al modello aziendale a cui siamo abituati da 40 anni. La pandemia ha completamente sradicato questa vita aziendale in parte obsoleta e, grazie anche alla scelta obbligata dello smart working, molti imprenditori e manager hanno cominciato ad interrogarsi sulle nuove prerogative utili alla produzione e alla crescita aziendale.

Lavoro a distanza: croce e delizia.  Il lavoro a distanza, reso obbligatorio dal lockdown diffuso, ha generato una serie di reazioni a catena: i dipendenti hanno dovuto fare i conti con una nuova pianificazione dei tempi e con un nuovo rapporto con le responsabilità e i vertici aziendali si sono dovuti confrontare con un innovativo approccio all'operatività dei dipendenti e le nuove sfide per il controllo delle performance. In un sistema che basa ancora la propria produttività sugli orari prestabiliti e sui raggiungimenti di obiettivi non ben calibrati sulle risorse, ha vacillato molto e, gli stessi dipendenti, abituati alla ripetitività di turni e giornate, si sono trovati spiazzati di fronte all'opportunità di poter gestire il lavoro in maniera autonoma. Alcuni hanno accolto la novità con entusiasmo, tanto da valutare questa formula lavorativa anche nel post Covid-19; altri invece non hanno saputo affrontare bene questo tipo di approccio e non vedono l'ora di tornare alla formula standard.

A livello produttivo, in alcuni settori, si è riscontrato un miglioramento delle performance, che ha aperto gli occhi anche ai responsabili delle risorse umane, che quindi vedono nello smart working un'occasione per rinnovare la strategia aziendale e anche ridurre alcuni costi. Meno personale in presenza significa infatti riduzione dei consumi e riduzione dell'affitto o acquisto di spazi. Tutti questi aspetti andranno considerati nell'azienda post-pandemia, che sicuramente non potrà essere più basata sul modello precedente.

La Business Intelligence.   Le aziende che riusciranno con maggior facilità a strutturare una strategia aziendale basata sulle nuove necessità del mondo del lavoro, sono quelle che utilizzano strumenti di Business Intelligence, in grado di garantire un accesso costante ai dati sulle performance aziendali. Il sistema di controllo di gestione infatti sarà una chiave del successo aziendale, perché solo avendo a disposizione dati aggiornati sulla propria attività e report in tempo reale da realizzare con software personalizzati, si può mantenere la competitività sul mercato e si può aspirare a nuove conquiste. Ampio spazio dunque all'analisi strategica dei dati per essere vincenti nel proprio settore.