Il G20 ha lasciato al mondo un segno tangibile: l'intenzione di dare avvio a politiche agro-alimentari concrete, sostenibili, inclusive, rigenerative. Obiettivi chiari, contenuti nella Carta della sostenibilità dei sistemi alimentari di Firenze. La transizione ecologica deve allora partire

dal cibo e dal suo valore, evitando e prevenendo che possa essere ridotto a spreco, abbracciando equamente nord e sud del mondo. Ma non possiamo relegare queste tematiche soltanto all'incontro di e tra governi. Abbiamo bisogno di politiche locali che sappiano guardare a queste sfide con coraggio e lungimiranza, combinando sviluppo urbano e rurale, turistico e alimentare, ambientale ed economico”. Dichiara Sara Roversi, Presidente del Future Food Institute.

L’Italia conta 7904 Comuni - spiega -, luoghi dove la biodiversità prolifica nelle denominazioni di origine che valgono 17 miliardi di euro e impiegano 180.000 operatori e dove insistono 285 consorzi. Ma quanti Comuni italiani parlano davvero di generazione di prosperità, di sviluppo sostenibile e di Agenda 2030? Il momento attuale, di diffusa rinnovazione delle amministrazioni locali, è un'occasione unica per dare avvio a politiche cittadine che si prendano cura del benessere collettivo, a forme di diplomazia che vengano dal basso, per risolvere le sfide globali pur senza dimenticare le peculiarità del caso locale specifico. Il cibo d'altronde è un incredibile connettore tra le città, ambiente e salute. È affare di ogni singolo cittadino”.