Secondo un recente studio di Kaspersky, a inizio pandemia a marzo 2020, lo sviluppo di nuovi prodotti è stata una delle strategie di risposta alla crisi per il 30% delle piccole imprese italiane. I vari lockdown hanno avuto un impatto negativo sul benessere economico

della maggior parte delle PMI italiane (62%), che hanno dovuto adottare molte misure di riduzione dei costi. Lanciare nuove offerte e opportunità di business, così come altre misure adottate, hanno consentito alle aziende di sopravvivere.  La capacità di rispondere adeguatamente a una crisi consente alle aziende diversi vantaggi. Secondo Steven Callander, professore di economia politica alla Stanford Graduate School of Business, "l'obiettivo è gestire una crisi come se fosse un problema di management" e sfruttarlo per “prosperare sotto i riflettori”. Durante la pandemia, le decisioni da prendere sono state particolarmente complesse. Le aziende hanno dovuto prendere in considerazione non solo le loro capacità di business, ma anche fattori esterni come lockdown, nuovi requisiti sanitari e un cambio radicale di stile di vita.  Oltre al lancio di nuovi prodotti e servizi, sfruttato dal 30% delle PMI italiane, come risposta attiva alla crisi, quasi un'azienda su cinque (18,5%) è entrata in nuovi settori di business. Per le aziende che operano in settori quali eventi, intrattenimento, arte e cultura, o anche nel settore sanitario, questo può voler dire offrire un'alternativa digitale alle attività fisiche proposte. Oppure, negozi e ristoranti possono ampliare la loro offerta abilitando le vendite online e a domicilio. Le aziende produttrici invece potrebbero iniziare a produrre mascherine, disinfettanti e altri prodotti sanitari o concentrarsi su beni per il comfort domestico.

Tra le misure anti crisi prese dalle aziende italiane, le più comuni sono state i tagli al budget aziendale (37%) e quella di permettere a quasi tutti i dipendenti di lavorare da remoto (36%). Guardando agli altri provvedimenti adottati, la maggior parte sono stati rivolti all'ottimizzazione delle spese: riduzione degli stipendi o degli orari di lavoro (27%) e riorganizzazione del budget o blocco dei piani di investimento (35%). Un'azienda italiana su venti ha dovuto adottare anche misure più severe come il licenziamento dei dipendenti (5%) o l'interruzione del pagamento delle fatture (13%).

Anche se alcune decisioni sono state difficili da prendere, erano necessarie. Fortunatamente, il sentimento generale riguardo a come è stata affrontata la pandemia è alquanto positivo tra le piccole imprese: Il 68% ha affermato che la loro attività ha risposto bene alla situazione di crisi. Questa esperienza ci aiuterà ad affrontare meglio le sfide future, a potenziare i piani e i processi di investimento, ad andare incontro alle novità senza paura e a diventare più digitali. Inoltre, i prodotti e i servizi lanciati durante la pandemia continuano ad essere rilevanti perché le restrizioni anti-COVID-19 sono ancora in vigore e le persone continuano a seguire le abitudini digitali acquisite durante la pandemia” ha commentato Andrey Dankevich, Senior Product Marketing Manager di Kaspersky.