È il gap fra la crescita della domanda e l’adeguatezza dell’offerta la vera novità dell’edizione 2022 del Bilancio di welfare delle famiglie italiane di Cerved. Il rapporto analizza la spesa di welfare delle famiglie (Figura 1), che nel 2021 ha raggiunto il valore di 136,6 miliardi,

pari al 7,8% del PIL, con un modello suddiviso in otto aree. La salute (38,8 miliardi) e l’assistenza agli anziani (29,4 mld) sono le due aree principali, che nell’insieme assorbono la metà della spesa familiare. Le altre aree sono: la cura dei bambini e l’educazione prescolare (con una spesa di 6,4 mld), l’assistenza familiare (11,2 mld), l’istruzione (12,4 mld), la cultura e il tempo libero (5,1 mld), le spese per il lavoro (25 mld), le assicurazioni di previdenza e di protezione (8,3 mld). Il Bilancio di welfare delle famiglie italiane di Cerved è stato presentato a Roma alla presenza della ministra per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti, esponenti del Governo e delle Istituzioni, studiosi del cambiamento sociale e responsabili di imprese operanti mercato dei servizi di welfare. “L’industria del welfare è un settore trainante per la crescita del Paese – ha commentato Andrea Mignanelli, Amministratore Delegato di Cerved - Ai 136,6 miliardi di spesa delle famiglie si aggiungono 21,2 miliardi del welfare aziendale e collettivo, per un valore pari al 9% del PIL. Gli investimenti pubblici e privati sono decisivi per rinnovare il nostro sistema di welfare, generando nuovi modelli di servizio capaci di rispondere alla domanda delle famiglie. Con il nostro Rapporto abbiamo voluto dare un contributo concreto per misurare la domanda di servizi, nel momento in cui con il PNRR abbiamo le risorse per proiettare nel futuro il nostro sistema di welfare”. L’indagine, giunta alla terza edizione, è stata condotta da Innovation Team, unità di ricerca del gruppo Cerved, su un campione di 4.005 famiglie di tutte le regioni italiane, stratificate per condizione economica e per composizione del nucleo familiare. Le rilevazioni sono state eseguite in diverse fasi negli ultimi due anni, dal lockdown della primavera 2020 a novembre 2021, per analizzare l’influenza dell’emergenza Covid sui comportamenti familiari e per distinguere le conseguenze dell’emergenza dalle tendenze di lungo termine. Complessivamente la spesa di welfare delle famiglie varia più rapidamente del PIL: aumentata del 6,8% dal 2017 al 2018, ha subito una contrazione provocata dalla pandemia (-14,6% dal 2018 al 2020), per tornare a crescere nell’ultimo anno è tornata a crescere dell’11,4%. In tre aree la tendenza generale è di continuo aumento della spesa: la salute, da 33,7 mld nel 2017 a 38,8 mld nel 2021 (superando la flessione provocata dall’emergenza Covid nel 2020); l’assistenza agli anziani, da 25,3 mld nel 2017 a 29,4 mld nel 2021; l’istruzione, da 9,6 mld nel 2017 a 12,4 nel 2021. Le spese familiari per l’istruzione hanno subito un’impennata nel 2020 a causa anche della necessità di dotarsi delle attrezzature tecnologiche richieste dalla DAD. In tre aree, invece, la spesa delle famiglie è fortemente diminuita nel 2020 a causa delle restrizioni provocate dalla pandemia, e nel 2021 è tornata crescere ma senza raggiungere i livelli pre-crisi: l’assistenza ai bambini e l’educazione prescolare (le famiglie hanno dovuto fronteggiare la chiusura di nidi e asili con un forte aumento dell’impegno dei genitori che, in molti casi ha portato a difficoltà nel lavoro); l’assistenza familiare (è molto diminuito il ricorso alle colf); la spesa per la cultura e il tempo libero, che nel 2020 si è ridotta di due terzi e tuttora resta molto distante dai livelli precedenti la crisi. «Il Bilancio di welfare delle famiglie italiane di Cerved con la sua puntuale analisi – spiega la Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti - ci offre un contributo importante in un momento nel quale il nostro Paese è chiamato a ripartire e a cogliere le sfide che abbiamo avanti: salute, educazione, servizi, conciliazione vita-lavoro, promozione di una piena parità di genere. Su questo il governo è impegnato con una visione chiara e di prospettiva: sostegno alle famiglie, rimozione delle diseguaglianze, investimento nelle donne e nei giovani. Lo facciamo con il Family act a partire dall’assegno unico e universale e in accompagnamento del Pnrr, con la prima Strategia nazionale per la parità di genere, in una nuova alleanza da attivare con sempre più coraggio tra le istituzioni, la società civile e il mondo delle imprese, per dare al Paese uno sviluppo vero, efficace e sostenibile». La spesa per i servizi di welfare, pari a 5.317 euro per famiglia, ha un’incidenza del 17,5% sul reddito familiare netto che, nel 2021, è stato mediamente di 30.434 euro.