La pirateria digitale è un fenomeno carsico, non si esaurisce mai, anche quando sembra regredire in realtà scorre sotto i nostri piedi. Secondo i dati della nuova indagine condotta da Ipsos per conto di Fapav, Federazione per la Tutela delle Industrie dei Contenuti Audiovisivi

e Multimediali, chi compie atti di pirateria lo fa sempre di più in modo selettivo, concentrando il proprio interesse su specifici contenuti, tra cui risultano in forte crescita gli eventi di sport live. I dati, presentati stamattina in occasione dell’evento “Stati generali della lotta alla pirateria tra legalità e sicurezza”, organizzato dalla Federazione presso l’Auditorium dell’Ara Pacis e che ha visto la partecipazione di rappresentanti delle Istituzioni e dell’Industria, ci consentono di sottolineare alcuni punti chiave dell’impatto della pirateria sull’economia nazionale nel suo insieme: un danno all’industria audiovisiva certamente, perdita di investimenti, riduzione del gettito fiscale, taglio dei posti di lavoro e del Pil nazionale.

Il fenomeno non è legato alla sola industria audiovisiva dunque ma molto più ampio nei suoi effetti, andando a coinvolgere l’intero sistema economico italiano. A preoccupare seriamente sono le conseguenze della pirateria, che non riguardano solo il fronte economico e industriale ma anche la sicurezza degli utenti: numerosi sono infatti i rischi, soprattutto se pensiamo all’accesso a piattaforme illegali, legati ad attacchi informatici con violazioni dei dati personali e bancari, oltre ai pericoli sui device attraverso malware e virus. La pirateria è in continua evoluzione, cresce l’attesa per il testo di legge in discussione alla Camera

La ricerca presentata da Nando Pagnoncelli e riferita al 2021, evidenzia come il fenomeno della pirateria nel nostro Paese sia in continua evoluzione con uno spostamento della preferenza dei pirati verso i contenuti sportivi live, confermando un trend che già si era iniziato a manifestare nelle ultime indagini. Per questo motivo, per la prima volta, insieme ad Ipsos abbiamo voluto considerare anche i danni economici provocati dalla pirateria al settore sportivo”, ha spiegato Federico Bagnoli Rossi, da poco nominato Presidente e Direttore Generale Fapav.

Numeri allarmanti che, come Fapav, desideriamo monitorare con sempre più attenzione, per sostenere le Industrie dei contenuti audiovisivi e multimediali dal momento che la pirateria rappresenta un freno allo sviluppo competitivo del Paese, oltre che un serio problema economico, sociale e occupazionale. Siamo lieti, inoltre, di annunciare, grazie al supporto di Anica e Univedeo, il rinnovo della collaborazione tra Fapav e Ipsos per i prossimi 4 anni nei quali continueremo ad indagare il fenomeno nelle sue evoluzioni”, ha dichiarato Bagnoli Rossi.

Oltre alle necessarie azioni di enforcement, riteniamo fondamentale che vengano attuate iniziative sinergiche di comunicazione come la recente campagna “We Are Stories”, promossa dalla Federazione a tutela e sostegno dell’intera industria audiovisiva, insieme a Anec, Anica, Apa, Mpa e Univedeo, di cui oggi abbiamo presentato il nuovo spot inedito dedicato al cronista sportivo. Guardiamo con interesse e attenzione al testo unificato sui Disegni di Legge in tema di contrasto alla pirateria, in discussione alla Camera, con l’auspicio che l’iter possa proseguire speditamente portando ad un necessario adeguamento degli strumenti a disposizione”, ha quindi aggiunto Bagnoli Rossi.

E questi che seguono sono i dati macroeconomici del fenomeno criminale, che provoca danni ingenti, sia in termini di fatturato, circa 1,7 miliardi di euro, sia come Pil, circa 716 milioni di euro; sia come entrate fiscali per lo Stato, circa 319 milioni di euro, che potrebbero essere impiegati in servizi pubblici a disposizione della collettività. Invece la pirateria non solo è un freno per lo sviluppo ma mette anche a serio rischio l’occupazione: si stima una perdita di posti di lavoro pari a 9400 unità. “Accompagnando Fapav in questo percorso di pluriennale collaborazione per lo studio e l’analisi del fenomeno della pirateria, ci siamo resi conto delle continue evoluzioni dei comportamenti della popolazione che ci hanno portato ad adeguare il modello di stima, rendendolo sempre più puntuale nell’intercettare i fenomeni in trend. Molto evidente la marcata crescita della pirateria digitale, che ha guadagnato terreno durante il periodo di lockdown”, ha detto Nando Pagnoncelli, Presidente Ipsos Italia illustrando i dati della ricerca. “D’altra parte, è decisamente incoraggiante rilevare come le azioni di contrasto al fenomeno della pirateria stiano portando ad un continuo contenimento del numero di atti, nonostante la percentuale di pirati sia in crescita. È chiaro che il fenomeno va tenuto costantemente sotto controllo, dal momento che l’impatto su varie dimensioni economiche del nostro Paese genera dei numeri impressionanti. Diffondere questi numeri contribuisce a contrastare la ‘cultura’ dell’illegalità: ancora oggi la metà dei pirati ritiene erroneamente che il proprio comportamento non sia grave, nonostante si sappia che si tratti di un vero e proprio reato. Evidentemente vi è ancora la convinzione che l’entità del danno sia contenuto e che la probabilità di essere scoperti e puniti non sia elevata”, ha affermato Pagnoncelli.