Per il settore elettrico italiano il nuovo Piano europeo REPowerEU si traduce nell'obiettivo +85 GW di rinnovabili al 2030 che ci permetterà di raggiungere l’84% di elettricità rinnovabile nel mix elettrico. Per l’Italia, l’accelerazione delle rinnovabili coerente con il REPowerEU 2030

comporta benefici davvero importanti per l’economia, la società e l’ambiente: 309 miliardi di euro di investimenti cumulati al 2030 del settore elettrico e della sua filiera industriale, 345 miliardi di benefici economici cumulati al 2030 in termini di valore aggiunto per filiera e indotto, e crescita dei consumi nazionali, 470.000 nuovi posti di lavoro nella filiera e nell’indotto elettrico nel 2030 (che si aggiungeranno ai circa 120.000 di oggi) e una riduzione del 75 % delle emissioni di CO2 del settore elettrico nel 2030 rispetto al 1990”. Così, Agostino Re Rebaudengo, Presidente Elettricità Futura, nel suo intervento in Assemblea Pubblica ha tracciato la roadmap 2030 dell’industria elettrica italiana. “Siamo pronti a rispondere alla chiamata dell’Europa, a sostenere REPowerEU e ad impegnarci per accelerare la transizione”, ha concluso Re Rebaudengo.

Abbiamo bisogno del sostegno dell’industria elettrica. Per questo il vostro impegno è più che mai fondamentale”. L’appello dell’Europa al settore elettrico italiano è stato condiviso in Assemblea da Paolo Gentiloni, Commissario per gli affari economici e monetari, Commissione europea, nel suo messaggio: “Sul fronte delle rinnovabili, l’Italia ha un enorme potenziale di sviluppo che finora è riuscita a esprimere soltanto in parte. Ma dalle risorse straordinarie messe a disposizione da Next Generation Eu può arrivare la svolta. È per questo che l’attuazione del Pnrr è un’occasione che il paese non può mancare nell’ottica della transizione ecologica, della sicurezza nazionale e del rilancio economico. Il futuro è elettrico, e sarà alimentato dalle rinnovabili. Paradossalmente, la guerra in Ucraina ha dato un’ulteriore spinta in questa direzione. Quelli che potevano apparire come obiettivi distanti – al 2030 o al 2050 – sono diventati tremendamente attuali”.

Ampliare il Piano di decarbonizzazione al 2030 integrandolo con una strategia di politica industriale e lo sviluppo delle rinnovabili. Sono tra le priorità condivise in Assemblea da Carlo Bonomi, Presidente Confindustria nel suo video messaggio.

Roberto Cingolani, Ministro della Transizione Ecologica, intervenuto in Assemblea ha dichiarato: “Più acceleriamo sulle rinnovabili, più saremo liberi di ridurre l'utilizzo dei combustibili fossili. Si tratta di un’equazione: la decarbonizzazione deve procedere secondo i programmi europei e bisogna tenere in piedi anche la filiera industriale del Paese. La transizione deve essere giusta, non si può fare una transizione a spese dei lavoratori. Queste due necessità devono andare di pari passo: è il momento della coesione tecnica per trovare le roadmap più sostenibili."