Se il 2021 è stato, per il mondo del lavoro, un anno di alti e bassi - con domanda e offerta di lavoro in costante oscillazione - il 2022 è partito molto bene: gli annunci sul web sono cresciuti del 20,9%, mentre le persone in ricerca attiva in rete sono aumentate del 12%. Confrontando la situazione degli ultimi 12 mesi,

i numeri sono confortanti: +46,3% gli annunci, +8,4% il numero di chi cerca lavoro. A segnalarlo è Jobtech, (https://jobtech.it), prima agenzia italiana per il lavoro digitale che ha diffuso i dati del suo Osservatorio sul mercato del lavoro in somministrazione. Jobtech ha condotto un’analisi su un campione di 50.000 utenti attivi sui portali verticali dell’agenzia e sulle principali piattaforme esterne di ricerca lavoro, nel periodo compreso tra gennaio e giugno 2022. I risultati confermano, come nei precedenti 12 mesi, la maggior difficoltà delle donne a trovare un’occupazione, visto che sono sempre loro a cercare lavoro in misura maggiore rispetto agli uomini. Per la prima volta, però, il divario si riduce: sono il 54% (erano il 63% sei mesi fa), contro un 46% della compagine maschile. Si conferma la maggiore propensione agli studi delle donne, che sono diplomate e laureate in percentuale maggiore rispetto agli uomini: a possedere il diploma di maturità sono infatti il 58,7% delle donne contro il 54,5% degli uomini, sono laureate il 23,5% delle donne rispetto al 15,4% degli uomini. Guardando, invece, le differenze anagrafiche si rileva come siano sempre i millennials a rappresentare la maggioranza del campione di chi cerca lavoro - anche perché la loro fascia d’età è completamente inserita nella fase lavorativa della vita: tuttavia, mentre rappresentavano il 46% del totale nella rilevazione semestrale precedente il dato è sceso al 41%. Ad essere cresciuti sono gli over 40: è membro della Generazione X il 27,5% (era il 23%) e un Baby boomer il 3,9% (era il 2,9%) del totale. Cala anche la Generazione Z, con il 26,7% (era il 28%).