DIGITAL360 S.p.A. ha esaminato e approvato il bilancio consolidato ed il progetto di bilancio dell’esercizio 2020, redatti in conformità ai principi contabili nazionali (OIC). “L’incremento dei ricavi, inferiore rispetto alle aspettative di inizio anno, si attribuisce all’effetto netto, da una parte,

di un crollo dei ricavi legati agli eventi in presenza, bloccati a causa dei continui lockdown dovuti alla pandemia da Covid-19 e, dall’altra, di una forte crescita degli eventi digitali e, più in generale, di tutti i servizi digitali e di quelli erogabili a distanza (remotizzati). Il cambiamento del mix di vendite ha consentito di ottenere effetti molto positivi sulla produttività e sulla scalabilità del business, determinando una significativa crescita dei margini” – afferma Raffaello Balocco, Amministratore Delegato di DIGITAL360 -.

L’emergenza sanitaria non ha inciso solo in maniera contingente sul business, ma ne ha favorito l’evoluzione verso un modello già in fase di sviluppo da tempo, accelerandone gli effetti grazie alla maggiore sensibilità all’innovazione digitale dei nostri clienti, imprese e pubbliche amministrazioni. - dichiara Gabriele Faggioli, Amministratore Delegato di DIGITAL360 – I risultati conseguiti del Gruppo riflettono in particolare gli importanti investimenti fatti negli ultimi anni, finalizzati allo sviluppo dei servizi più innovativi e scalabili ad abbonamento, denominati Digital As-A-Service, che generano ricavi ricorsivi“

Questi servizi rappresentano la punta dell’iceberg dell’offerta sviluppata in questi anni da DIGITAL360, che sta aprendo un vero e proprio Blue Ocean per il Gruppo, costituito da servizi fortemente ingegnerizzati, basati su piattaforme tecnologiche proprietarie e portati sul mercato attraverso un canale commerciale unico, rappresentato dai portali online del Network DIGITAL360. - afferma Andrea Rangone, Presidente di DIGITAL360 - Questi servizi sono stati appositamente progettati per supportare le piccole e medie imprese italiane nel loro percorso di trasformazione digitale. Le PMI, infatti, nonostante rappresentino il cuore del tessuto economico-produttivo italiano, sono ancora molto indietro in questo percorso di ammodernamento, anche perché l’offerta tradizionale di servizi di consulenza e di software si scontra contro la loro bassa cultura digitale, la mancanza di competenze specifiche e l’elevatissima frammentazione e dispersione sul territorio nazionale. E’ un mercato enorme ancora tutto da conquistare”