Si è svolta a Roma la presentazione di “Crescere Insieme” il rapporto del Centro Economia Digitale che ospita i contributi degli Amministratori Delegati di Enel, Eni, I Capital, Leonardo, Open Fiber, Tim e Tinexta, con l’obiettivo di tracciare un percorso

per un rilancio dell’Italia sul mercato globale basato su ricerca, innovazione e sovranità tecnologica. Il progetto Crescere Insieme – nelle parole di Rosario Cerra, fondatore e presidente del Centro Economia Digitale – nasce dall’esigenza di definire una strategia che assicuri un futuro di crescita economica e rilievo internazionale per l’Italia e per i suoi partner europei, strategia che deve necessariamente basarsi su investimenti in Ricerca e Innovazione coordinati fra pubblico e privato per garantire la Sovranità Tecnologica in ambiti strategici quali digitale, energia e sostenibilità”.

Nell'attuale congiuntura, continua Cerra, "sarà sempre più fondamentale distinguere tra spesa pubblica produttiva o meno. E per quanto abbiamo dimostrato con la nostra analisi, gli investimenti in Ricerca e Innovazione rientrano appieno nella prima categoria. Nei prossimi anni sarà quindi utile puntare su questo argomento nell’interlocuzione con la Commissione Europea rispetto all'applicazione del nuovo Patto di Stabilità e ottenere ‘tutti gli spazi fiscali possibili’ per rendere più forte e competitivo il nostro Paese."

In questo contesto - conclude Cerra - il Pnrr, pur con le note difficoltà, è, e deve rimanere, l’occasione per trasformare il Paese e il suo sistema produttivo per affrontare le sfide e la forte competizione globale che avremo di fronte nei prossimi decenni. L’Italia deve saper cogliere l’opportunità storica di realizzare un cambiamento strutturale fondato sulla capacità trasformativa dell’innovazione."

Dall’analisi dei trend globali contenuta nel rapporto emerge chiaramente il rischio che l’Italia e l'Unione Europea, senza un intervento deciso da parte dei policy maker e del sistema produttivo, siano condannate a divenire attori secondari dell’economia e della politica internazionale.

Infatti, le proiezioni dell’Ocse elaborate nel rapporto indicano, per il 2050, un netto ridimensionamento del peso delle principali economie occidentali nei confronti di Cina e India, con la prima che potrebbe arrivare a esprimere oltre il 25% del PIL mondiale, seguita dall’India con il 16,2%, addirittura superiore agli Stati Uniti (16%). Se tale trend fosse confermato a farne le spese sarebbero soprattutto i paesi dell’area Euro che nel complesso vedrebbero ridotta la propria quota ad appena il 10%.

Da qui la necessità di programmare investimenti ad alta capacità di ritorno in termini economici e sociali è fondamentale. I risultati ottenuti per i Paesi OCSE considerati, mostrano proprio come la spesa in R&S totale eserciti un effetto positivo e rilavante sul PIL. In risposta a un incremento di spesa totale in R&S, il moltiplicatore medio risulta essere pari a 9,60 negli Stati Uniti. Significa che, negli Usa, per ogni dollaro aggiuntivo speso in R&S vengono generati 9,60 dollari in termini di maggiore Pil.

Il valore del moltiplicatore della spesa in R&S per i paesi europei considerati è pari a 5,29, un valore inferiore a quello stimato per gli Usa ma comunque elevato. Nel dettaglio, il valore medio del moltiplicatore risulta essere pari a 4,29 per l’Italia, 4,89 per la Francia e 6,08 per la Germania.

L’effetto sul Pil e sulla crescita economica risente, quindi, del diverso grado con cui la spesa in R&S si integra con i settori a maggior contenuto tecnologico, attivando effetti moltiplicativi che si trasmettono nel complesso dei sistemi economici dei paesi considerati. Un risultato che sottolinea l’importanza di disporre di un sistema pubblico della ricerca di alta qualità in grado di amplificare i ritorni economici generati dalla produzione di conoscenza scientifica e tecnologica.

Secondo la definizione proposta dal Centro Economia Digitale, la sovranità tecnologica è l’abilità di generare conoscenza tecnologica e scientifica autonomamente o utilizzando capacità tecnologiche sviluppate da partner affidabili, con partner con cui si instaura un sistema valoriale, di visione, interessi strategici e di fiducia condivisi. Sviluppare tale abilità è la chiave per rafforzare il posizionamento dell’economia italiana ed europea nel mondo, stimolarne la crescita e aumentarne il peso economico.

In Italia il miglioramento delle capacità tecnologiche passa necessariamente per il rafforzamento delle competenze scientifiche offerte del sistema formativo e accademico, da un rilancio delle politiche di investimento in R&S, dall'utilizzo di strumenti di politica industriale volti a favorire la crescita delle Pmi attraverso opportune politiche di filiera e a promuovere un modello di infrastruttura pubblica che si ispiri a quello tedesco della rete Fraunhofer.

All’incontro sono intervenuti il Direttore Italia di Enel Nicola Lanzetta, Dario Pagani - Head of Digital & Information Technology di Eni, il Chief Strategy & Market Intelligence Officer di Leonardo Enrico Savio, il Direttore Mercato Business di Open Fiber Stefano Mazzitelli, il Chief Strategy & Business Development Office TIM Claudio Ongaro, l’Amministratore Delegato di Tinexta Pier Andrea Chevallard, il Presidente Vicario della Regione Lazio Daniele Leodori.