Il 2020 è iniziato per UBI Banca con la conferma di solidi risultati economici e patrimoniali. Nel primo trimestre dell’anno, che include i primi impatti dell’emergenza Covid19, manifestatasi a partire dal mese di marzo, l’utile netto si è attestato

a 93,6 milioni (più che raddoppiato rispetto ai 38,1 milioni del 4trim2019 e +12,2% rispetto agli 83,4 del 31.3.2019)1,nonostante significative rettifiche analitiche aggiuntive effettuate in modo mirato sulle inadempienze probabili nei settori maggiormente colpiti dalla crisi Covid19. Il CET1 FL ratio è salito significativamente al 12,86% (+57 bps vs 31.12.2019) e il Total capital ratio al 17,05% (+122 bps vs 31.12.2019), i crediti deteriorati lordi sono scesi ulteriormente del 2,4%, grazie esclusivamente al work-out interno, attestandosi al 7,5% dei crediti lordi (6,7% pro-forma tenendo conto della cessione massiva di circa 800 milioni di sofferenze in corso di lavorazione). Il Texas ratio si attesta al 48,8% (era il 55,13% a fine 2019).

La qualità del credito performing è ulteriormente migliorata (componente ad alto rischio scesa al 2,7%); il tasso di default è conseguentemente diminuito all’1% inclusivo della nuova definition of default. La Banca ha saputo reagire con estrema rapidità alla crisi innescata dal Covid19, a tutela dei dipendenti e della clientela, facendo leva anche sull’efficacia e flessibilità dei sistemi informatici e delle strutture organizzative che si sono confermati all’altezza dell’emergenza.

Il Gruppo si è immediatamente attivato per poter offrire ogni tipo di supporto alla clientela, confermando celerità di azione, sistema IT performante e agile, disponibilità ad accompagnare le necessità espresse con risposte solide e concrete, flessibilità e rapido adeguamento del modello di business. Tra l’altro,

Tutti i gestori small business, premium, private e corporate (oltre 4.700 persone) sono stati abilitati alla vendita a distanza, in grado di offrire prodotti e servizi (consulenza finanziaria, prodotti di finanziamento, ecc…) gestendo anche la contrattualistica da remoto. Ciò ha consentito di proseguire l’attività commerciale anche al picco della crisi.

Il 1° aprile UBI Banca ha varato il piano “Rilancio Italia”: un programma di sostegno finanziario fino a 10 miliardi di euro per le imprese, le famiglie e il terzo settore. Denaro dedicato agli anticipi della cassa integrazione, ai finanziamenti per garantire alle aziende nuova liquidità, oltre che alla sospensione delle rate di mutui e finanziamenti, con interventi che combinano l’esigenza di affrontare l’urgenza del momento con l’intento di sostenere la ripresa economica nei prossimi mesi;

UBI Banca si è attivata per consentire il miglior accesso - anche a distanza – alle opportunità offerte dai Decreti varati dal Governo. Le moratorie concesse hanno raggiunto le 130.000 unità, di cui il 50% circa, in termini di debito residuo, in Lombardia. UBI è stata riconosciuta la Banca più tempestiva e veloce nel lavorare le richieste di finanziamento fino a 25.000 euro, grazie alla definizione di procedure fluide e rapide in collaborazione con SF Consulting, partecipata del Gruppo: al 7 maggio, i finanziamenti che hanno ottenuto la garanzia e pronti all’erogazione ammontano al 40% del totale di sistema. La solidità patrimoniale della Banca e la responsività alle esigenze del territorio hanno comportato la realizzazione di iniziative a supporto di famiglie e imprese in proporzioni significativamente superiori alle naturali quote di mercato del Gruppo.

È stata inoltre firmata la convenzione per l’erogazione di finanziamenti con garanzia SACE.

Le misure igienico-sanitarie poste in essere hanno consentito al Gruppo di tenere aperte, seppur con orari ridotti, tutte le filiali con l’eccezione di alcuni mini-sportelli. La possibilità di lavorare in smart working è stata abilitata per tutti i dipendenti del Gruppo, con la predisposizione di 20.000 postazioni di lavoro remoto, utilizzate al picco della crisi dal 50% circa dei dipendenti.

Il servizio alla clientela è proseguito anche nel contact center, che ha lavorato con piena operatività in smart working; per garantire il miglior servizio alla clientela, il contact center è stato potenziato con risorse provenienti dalla rete commerciale raggiungendo un totale di circa 420 persone a contatto con la clientela.