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Seconda tappa da Roma per The Italian Way, una roadmap virtuale organizzata da UniCredit per riflettere con gli stakeholders e gli esperti sui nuovi scenari economici prospettati dal Covid 19 e sulle eccellenze del Made in Italy, messe a dura prova dalla crisi pandemica

in una fase in cui è più che mai fondamentale programmare nuove strategie per cogliere le opportunità che consentano una ripartenza veloce.

Nell’appuntamento capitolino, che ha visto come partner ANICA, si è parlato dell’industria cinematografica insieme a Francesco Rutelli, Presidente ANICA, Andrea Casini, Co-Ceo Commercial Banking Italy di UniCredit, Francesca Cima, Presidente sezione Produttori ANICA, Giuseppe Zonno, Vice Direttore RAI Cinema, Benedetto Habib, Partner Indiana Production, Lucio Izzi, Head of Corporate Sales & Marketing UniCredit, Giampaolo Letta, Vice Presidente e Amministratore delegato Medusa Film, Luigi Lonigro, Presidente sezione Distributori ANICA, Giuseppe Tornatore, Regista e Premio Oscar, Alessandro Usai, Amministratore delegato Colorado Film e Salvatore Pisconti , Regional Manager Centro di UniCredit.

Nel corso della giornata Laura Torchio, Industry Expert UniCredit, ha presentato lo studio di UniCredit sugli effetti del Covid 19 sull’industria cinematografica e sulle nuove opportunità da cogliere.

Facing the black Swan, come l’industria del cinema reagisce al Covid 19. Lo studio illustra come la situazione di emergenza sanitaria e il periodo di lockdown che ne è seguito hanno avuto un effetto domino sull’intera filiera cinematografica.

Il primo, immediato effetto è stato il crollo delle entrate al box office. Si stima che nel primo semestre del 2020 il settore delle sale possa avere perso circa il 40% del proprio fatturato annuo.

Il secondo effetto è stato l’interruzione della catena di fornitura dei contenuti. I set cinematografici, in corso e in programmazione, si sono fermati (20 produzioni interrotte in Italia) e ci si aspetta un rallentamento delle nuove produzioni.

Il terzo è il crollo degli investimenti pubblicitari televisivi, che riduce i ricavi dei broadcaster con ripercussioni negative sulla produzione di nuovi contenuti audiovisivi

Il quarto effetto è il boom dei servizi di streaming, che hanno registrato un’impennata di nuovi abbonati nel periodo di lockdown.

L’impatto COVID non è stato uguale per tutti i segmenti della filiera. I distributori vedono più protetta la loro attività, perché hanno la possibilità di valorizzare la propria library sulle piattaforme in attesa di poterla arricchire con nuovi contenuti quando il mercato ripartira'.

Questo nuovo contesto di mercato potrebbe essere l’occasione per avviare un cambiamento delle strategie distributive, accelerando sullo spostamento di contenuti online.

Anche il mondo dei produttori è stato molto penalizzato dal lockdown. La produzione cinematografica è il comparto più grande della filiera: genera da solo oltre la metà del giro d’affari totale e si caratterizza per la presenza di aziende dall’alta redditività (EBITDA margin medio dell’11%).

Con il blocco dei set cinematografici si apre il tema della potenziale crisi di nuovi contenuti che va a pesare anche sugli operatori dello streaming. Anche questi hanno dovuto sospendere la loro produzione di film e serie TV. Se l’attività di produzione non riparte, si presenterà inevitabilmente la questione di come rifornirsi di contenuti. I produttori possono però ripensare a un nuovo modo di fare cinema attraverso le tecnologie.

Con l’inizio della fase 3 si aprono le incognite del contesto di mercato post COVID. Il periodo di lockdown ha indotto dei cambiamenti strutturali nel comportamento dei consumatori, quali l’esplosione degli acquisti online e degli abbonamenti di video streaming. I comportamenti degli italiani, però, cambieranno anche sotto la spinta delle mutate condizioni economiche. I prossimi mesi saranno caratterizzati da una diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie, da un aumento della disoccupazione e da una ridefinizione delle priorità personali.

Se è questo lo scenario che si prospetta, le aziende che operano nel settore cinematografico dovranno cercare di individuare quali strade percorrere per resistere e continuare a crescere nell’economia post COVID. Uno dei pilastri su cui lavorare in questa fase di ripartenza è investire nell’innovazione: innovazione nelle strategie di distribuzione sfruttando le piattaforme e innovazione nelle tecniche di produzione, facendo leva sulle nuove tecnologie, quali ad esempio la realtà aumentata, virtuale, interattiva che possono ridare speranza anche alle sale e aiutare ad abbattere tempi e costi di produzione. Le sale si confermano il comparto più vulnerabile della filiera, che sta subendo i contraccolpi maggiori dalla crisi. Per poter sopravvivere e prosperare nel post COVID sarà fondamentale che gli esercenti attuino un cambio di strategia, passando da un modello di business incentrato sul prodotto (il film) ad uno orientato allo spettatore. L’empowerment del pubblico e la customer experience diventano value driver per il mondo cinematografico, da attuare in primis attraverso investimenti per una riqualificazione immobiliare e tecnologica delle sale.

Per poter riprendere slancio e tornare a investire, le nostre imprese hanno però bisogno di rafforzare la struttura finanziaria, cercando di costituire rapidamente quell’airbag finanziario che serve per ripartire. Sarà fondamentale canalizzare le risorse su progetti ben chiari per massimizzare il beneficio dell'iniezione di liquidità.